Il primo con tutti i candidati alle presidenziali del 23 aprile

Francia, tre ore di dibattito tv: caos e Macron contro Le Pen

Undici candidati, tre ore di dibattito tv, molto caos, qualche elemento di disinformazione e l'attacco di Emmanuel Macron alla candidata di estrema destra Marine Le Pen

I candidati alle presidenziali francesi.
I candidati alle presidenziali francesi. (EPA/LIONEL BONAVENTURE / POOL MAXPPP OUT)

PARIGI - Undici candidati, tre ore di dibattito tv, molto caos, qualche elemento di disinformazione e l'attacco di Emmanuel Macron alla candidata di estrema destra Marine Le Pen. Sono questi i principali elementi del primo dibattito televisivo di tutti i candidati per le presidenziali francesi che si è svolto ieri.

Macron contro Le Pen
A parte gli attacchi dei sei candidati con meno chance che hanno puntato sui sentimenti anti-Ue, il punto più caldo del dibattito è arrivato alla fine della prima sezione, quando Macron ha attaccato Le Pen per le sue politiche economiche e in particolare per l'intenzione, se eletta, di abbandonare l'euro per tornare al franco. «Quello che propone, Madame Le Pen, è la riduzione del potere d'acquisto dei francesi, perché uscire dall'euro per i risparmiatori e per i lavoratori è una riduzione del potere d'acquisto», ha dichiarato Macron.

Guerra economica
Secondo i sondaggi, soltanto un terzo degli elettori sosterrebbe l'idea di abbandonare la moneta unica, la maggior parte, infatti, è preoccupata dall'impatto sui depositi e sull'inflazione. Macron, usando un approccio più aggressivo del primo dibattito del 20 marzo, ha accusato la leader del FN di voler iniziare «una guerra economica» con i vicini della Francia e ha denunciato il nazionalismo crescente in Europa.

Europa
Quando Le Pen ha risposto sostenendo di voler difendere «i vecchi classici» di 50 anni fa per cui è nata l'Europa, Macron ha attaccato, con toni senza precedenti, accusando a distanza anche l'ex leader e padre della candidata, Jean-Marie Le Pen: «Sta ripetendo le bugie che abbiamo sentito per 40 anni e che abbiamo sentito dalla bocca di suo padre», ha detto Macron rivolgendosi a Marine Le Pen.

Un confronto senza esclusione di colpi
I due principali contentendenti, secondo i sondaggi testa a testa con il 25% delle preferenze e diretti al ballottaggio, si sono affrontati senza esclusione di colpi in questo dibattito che si è svolto a 19 giorni dal primo turno del 23 aprile e in un momento in cui ancora un terzo degli elettori si dichiara indeciso.

Hamon
«Ritengo che in queste elezioni sia a rischio la nostra civiltà», ha dichiarato Le Pen all'inizio del dibattito puntando sull'islamizzazione e sulla chiusura delle fabbriche e promettendo di ristabilire l'ordine e combattere «la globalizzazione senza freni». Rispondendo alle accuse di aver usato fondi del Parlamento europeo per il FN, Le Pen si è detta «vittima di persecuzione politica». Il candidato socialista Benoit Hamon non si è fatto sfuggire l'occasione per sottolineare quanto fosse «divertente vederla giocare il ruolo della vittima mentre occupa il tempo ad attaccare gli immigrati».

Fillon
Un candidato che avrebbe avuto bisogno di trovare spazio per le sue idee politiche, era Francois Fillon, che si presenta come l'uomo della destra moderata, ma che ha fatto parlare di sè in queste ultime settimane per lo scandalo degli impieghi fittizi per la moglie, piuttosto che per il suo programma elettorale, erodendo parte del seguito che aveva all'inizio della corsa verso l'Elise.