29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
Ha messo a nudo 'corruzione politica, economica, morale e sociale'

Iran-Usa, tensione alle stelle. Khamenei: Trump rivela il vero volto di Washington

La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, durante un discorso pronunciato davanti ai militari a Teheran, ha attaccato duramente Donald Trump

TEHERAN - Il nuovo presidente americano Donald Trump rivela «il vero volto degli Stati uniti»: è quanto ha detto la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, durante un discorso pronunciato davanti ai militari a Teheran.

Il vero volto degli Stati Uniti
«Ringraziamo questo signore (Donald Trump), perché ci ha aiutato a mostrare il vero volto degli Stati Uniti. Quello che stiamo dicendo da più di trent'anni sulla corruzione politica, economica, morale e sociale all'interno della potenza americana, questo signore l'ha messo a nudo durante la campagna elettorale e dopo», ha sottolineato Khamenei.

Respinte le minacce di Trump verso l'Iran
Nel suo discorso, Khamenei ha anche respinto le minacce del presidente Trump verso l'Iran. «Ha detto abbiate paura di me», ma «gli iraniani risponderanno» a queste minacce con sfilate e manifestazioni in programma venerdì per celebrare il 38esimo anniversario della vittoria della Rivoluzione islamica che rovesciò il regime dello scià di Persia nel 1979.

Parata militare
A Teheran si terrà una grande parata militare e il presidente Hassan Rohani pronuncerà un discorso. «L'Iran sta giocando con il fuoco. Non si rendono conto di quanto il presidente Obama è stato 'gentile' con loro. Io no!», aveva scritto venerdì su Twitter il nuovo presidente degli Stati Uniti poco prima dell'annuncio di sanzioni mirate contro Teheran in risposta a un test missilistico iraniano il 29 gennaio.

Il ruolo di Mosca
Mosca ha contatti regolari con Washington e Teheran per ridurre le tensioni sulla questione del nucleare iraniano. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri russo, dopo ore di tensione proprio sulla questione e dopo che la Casa Bianca ha detto chiaramente di voler imporre ulteriori sanzioni sull'Iran. Donald Trump ha promesso che non sarà così morbido come lo è stato il suo predecessore Barack Obama. Accusando Teheran di sostenere terroristi in Siria, Yemen e Iraq, la nuova amministrazione Usa vorrebbe rimettere in discussione lo storico accordo sul nucleare raggiunto tra Teheran, Obama, e altre potenze in vigore da poco più di un anno.

Complicato sottofondo diplomatico
Ma al dossier nucleare si aggiunge anche un complicato sottofondo diplomatico, soprattutto dopo che il Wall Street journal ha scritto che il presidente degli Stati Uniti sta esplorando opzioni per una possibile rottura dell'alleanza diplomatica e militare tra Russia e Iran, per porre fine al conflitto siriano e per rafforzare la lotta contro lo Stato islamico.

Peskov: in disaccordo con l'approccio di Trump
Il quotidiano americano ha citato un alto rappresentante del governo degli Stati Uniti, così come funzionari europei e arabi coinvolti nella discussione. «Non siamo d'accordo con questo approccio», ha detto il portavoce di Putin Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda su Trump, che ha definito l'Iran il primo stato-terrorista al mondo. «La Federazione russa ha una partnership e buone relazioni con l'Iran. Stiamo lavorando su una serie di questioni; noi apprezziamo le nostre relazioni su commercio ed economia e vogliamo che abbiano ulteriore sviluppo», ha riassunto l'addetto stampa del presidente Putin.

Il Cremlino aspetta le scuse di Fox News
Nel frattempo sta montando altra polemica e altro imbarazzo, dopo che un giornalista di Fox News ha definito «killer» Putin, in un'intervista proprio con Trump. Il Cremlino pretende le scuse dell'emittente. Ma pare che ci sia pure chi soffia sul fuoco: secondo WP la domanda del giornalista di Fox News potrebbe essere stata dettata dalla volontà del senatore repubblicano (ma nemico di Trump) John McCain di mettere l'accento sull'avvelenamento dell'oppositore russo Vladimir Kara-Murza. McCain ha dato spazio anche sul suo Twitter a notizie di stampa circa la «misteriosa malattia» del sostenitore del defunto Boris Nemtsov, sottolineando che gli Stati Uniti dovrebbero dire la loro sulla questione.

(fonte afp)