20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Attacco a Istanbul

Strage Istanbul, identificato l'attentatore ma la sua fuga continua

Prosegue la fuga del soldato del Califfato responsabile del massacro di Istanbul. Si tratta di un killer ben addestrato e dei complici nel locale potrebbero averlo aiutato a compiere la strage

ISTANBUL - Prosegue la caccia all'uomo in Turchia, a tre giorni dall'attentato al night club Reina di Istanbul. Il killer è ancora in fuga, ma il ministro degli Esteri turco ha annunciato stamane che le autorità locali sono a conoscenza della sua identità. «E' stata determinata», ha detto durante un'intervista televisiva, senza tuttavia aggiungere altro né rivelare l'identità dell'uomo. Intanto, l'ultimo sospettato, il kirghiso Iahke Mashrapov, interrogato al suo rientro dal Paese, è stato scagionato dalle autorità di Bishkek.

Proroga di 3 mesi allo stato d'emergenza in Turchia
Nel quadro dell'indagine aperta dopo l'attacco, che è costata la vita a 39 vittime, sono state arrestate 16 persone: due di loro - cittadini stranieri - sono state arrestate ieri all'aeroporto Ataturk, poche ore prima che il Parlamento turco votasse a favore della proroga di tre mesi dello stato d'emergenza introdotto nel paese nel luglio 2016, dopo il fallito tentativo di colpo di Stato. Le forze all'opposizione criticano la decisione del governo, sostenendo sia un espediente per limitare la libertà della popolazione.

Prosegue la fuga del «soldato del Califfato»
Gli inquirenti stimano ancora – nonostante l'errore sulla sua presunta identità - che l'autore dell'attentato, rivendicato subito dopo la strage dal Gruppo dello Stato islamico, sia originario di un Paese dell'Asia centrale, il Kirghizistan o l'Uzbekistan, secondo il quotidiano Hurriyet. In un editoriale, il giornale spiega anche che secondo le autorità locali, l'attentatore avrebbe combattuto per l'Isis in Siria e proprio da questo Paese sarebbe arrivato in Turchia. La polizia turca ha diffuso le foto del sospettato all'uscita dal Reina dopo la sparatoria, durata sette minuti, in cui l'uomo ha sparato tra i 120 e i 180 proiettili: soltanto 28 di questi non hanno raggiunto il bersaglio.

Un killer ben addestrato per compiere la strage
L'uomo ha usato granate stordenti per distrarre e confondere le persone all'interno della discoteca e colpire meglio le vittime, ha spiegato Hurriyet parlando della dinamica dell'attentato. Evidentemente il terrorista era stato ben addestrato per compiere la sua missione. Le autorità stanno inoltre valutando la conoscenza del killer del locale e delle uscite di sicurezza, anche le tre che sono normalmente usate e conosciute soltanto dal personale.

Dei complici nel locale potrebbero averlo aiutato
Haberturk sottolinea che l'uomo ha scelto bene dove nascondersi per cambiarsi, cioè nella cucina, dove non è entrato sparando ma soltanto in un secondo momento. Gli investigatori, sempre secondo il quotidiano turco, infine starebbero valutando anche se l'attentatore avesse dei complici all'interno del locale che abbiano potuto facilitargli la fuga. E' stato diffuso anche un altro video del sospettato che si riprende vicino piazza Taksim, ma non è chiaro da dove provenga e se sia servito a mandare un messaggio all'Isis per confermare la sua presenza a Istanbul.

(con fonte afp)