23 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Evacuazione di Aleppo entro un paio di giorni

Siria, Lavrov: Russia, Iran e Turchia garanti dei negoziati di pace

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha spiegato che Russia, Iran e Turchia sono pronte ad agire come garanti nei negoziati di pace in Siria

ALEPPO - Russia, Iran e Turchia sono pronti ad agire come garanti nei negoziati di pace in Siria. Lo ha indicato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che hanno aggiunto che questi tre Paesi concordano sulla necessità di allargare la tregua in Siria. «Iran, Russia e Turchia sono pronte a fornire assistenza nella preparazione di un accordo tra il governo siriano e l'opposizione e diventarne i garanti», ha spiegato Lavrov, «I ministri concordano sull'importanza di allargare il cessate-il-fuoco, di un libero accesso per gli aiuti umanitari e del movimento dei civili nei territori siriani».

Evacuazione di Aleppo entro un paio di giorni
Il ministro ha garantito che l'evacuazione da Aleppo, la seconda città della Siria, dovrebbe concludersi entro un paio di giorni. "In questo momento l'evacuazione si sta concludendo», ha detto Lavrov durante una conferenza stampa congiunta, dopo aver incontrato gli omologhi di Turchia e Iran a Mosca, «Speriamo che questa sia una questione di uno o al massimo due giorni», ha affermato.

Le condoglianze di Kerry per l'ambasciatore
All'indomani dell'assassinio dell'ambasciatore russo Andrey Karlov ad Ankara (Turchia), il segretario di Stato John Kerry ha chiamato il collega russo Sergey Lavrov offrendogli - come fatto già ieri - le condoglianze e l'assistenza nelle indagini «in qualsiasi forma sia richiesta». I due, spiega una nota, hanno anche discusso «della situazione in corso in Siria e degli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco immediato, per garantire subito l'assistenza umanitaria e per riprendere le trattative politiche per mettere fine alla guerra civile».

La disponibilità di Israele 
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che è Israele è pronto a trasferire nei propri ospedali dei civili feriti dalla martoriata città di Aleppo in Siria. «Ho chiesto al ministero degli Esteri di trovare il modo di espandere la nostra assistenza medica ai civili feriti nella tragedia siriana, in particolare ad Aleppo», ha detto in un incontro di fine anno con i media stranieri. «Siamo pronti a ricevere donne e bambini feriti, e anche uomini se non sono combattenti, a portarli in Israele e ad occuparci di loro nei nostri ospedali come abbiamo già fatto con migliaia di civili siriani», ha aggiunto. «Stiamo vedendo come fare», ha aggiunto. «La questione è all'esame mentre vi parlo», ha concluso. Più di 2,000 siriani sono stati curati negli ospedali israeliani dal 2013, secondo l'esercito dello Stato ebraico.

(fonte AFP)