21 febbraio 2019
Aggiornato 23:00
Politica estera

New York Times e Merkel contro Erdogan

Duri attacchi dalle due sponde dell'Oceano contro gli ennesimi arresti di giornalisti in Turchia. Il quotidiano ha titolato: «Può la democrazia turca sopravvivere al presidente?», mentre la cancelliera tedesca ha definito «allarmante» la situazione sulla libertà di stampa nel Paese

WASHINGTON – Duri attacchi dalle due sponde del l'oceano contro gli ennesimi arresti di giornalisti in Turchia su ordine del presidente Recep Erdogan. Il New York Times ha pubblicato un editoriale dal titolo eloquente: «Può la democrazia turca sopravvivere al presidente Erdogan?», mentre la cancelliera tedesca, Angela Merkel ha definito «allarmante» la situazione sulla libertà di stampa nel Paese.

Il giornale americano, prendendo spunto dalla reclusione dei cronisti del giornale di opposizione laica Cumhuriyet ha messo in evidenza il «cammino verso l'autoritarismo» di Ankara dopo il discusso colpo di stato del 15 luglio scorso. Secondo il Nyt Erdogan starebbe sfruttando l'evento per portare avanti un contro-golpe e reprimere le opposizioni con censura e purghe di massa. «Il modello è sperimentato e preciso; la questione difficile è come fermarlo», è scritto nell'editoriale in cui vengono sottolineati anche i rischi dell'interventismo della Turchia in Medio Oriente: «Non c'è un modo facile per l'Occidente di tenere Erdogan a freno mentre gli chiarisce che le sue azioni sono inaccettabili. Ma c'è un detto turco che dice: 'un vero amico dice l'amara verità'».

Merkel, situazione allarmante
Intanto da Berlino la Merkel ha avvertito Ankara: la repressione nei confronti dei media giocherà «un ruolo centrale» nei negoziati per la richiesta di adesione all'Unione europea. «Riguardo alla Turchia, il fatto che dei beni preziosi quali sono la libertà di stampa e di opinione siano costantemente limitati, rappresenta per me, come per l'insieme del governo, un dato estremamente allarmante», ha dichiarato la cancelliera nel corso di una conferenza stampa. Merkel ha fatto esplicito riferimento agli arresti all'interno della redazione di Cumhuriyet, definendoli una «triste evoluzione» e sottolineando che l'ambasciatore di Germania in Turchia in persona si è recato nella redazione. «I giornalisti possono essere certi della nostra solidarietà», ha chiarito. «E naturalmente, una simile questione, gioca un ruolo centrale nei negoziati di adesione della Turchia all'Unione europea», ha detto la cancelliera.

Altri arresti fra professori universitari
L'arresto del direttore con 12 suoi collaboratori dell'unico giornale di opposizione ancora attivo in Turchia, il Cumhuriyet, è avvenuto nei giorni scorsi e non è nemmeno l'ultimo episodio repressivo nel Paese. Proprio il Cumhuriyet oggi ha pubblicato la notizia che è stato emanato un nuovo ordine di detenzione per 137 professori universitari, sparsi in 16 province del Paese. Per tutti, l'accusa è avere legami con l'organizzazione di Fetullah Gulen - il predicatore islamico in esilio in Pensylvania – accusato da Erdogan di essere la mente del fallito golpe dello scorso 15 luglio.