9 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Lavrov alle imprese europee: nuove sanzioni dagli Usa? Mosca reagirà

Dalla Siria alle sanzioni, passando per il Turkish Stream e la Libia: tanti i temi sul tavolo in occasione dell'incontro del ministro degli Esteri russo Lavrov con le imprese europee

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Shutterstock

MOSCA - L'incontro tra il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e la potente lobby di business europeo, associato sotto la sigla AEB a doppia guida tedesca, avvenuto ieri nella capitale russia è stata l'occasione per affrontare molti temi: dalla Siria alle sanzioni, dal Turkish Stream fino alla Libia. Senza escludere, naturalmente, le attuali frizioni con l'Alleanza Atlantica, la cui politica, per usare le parole della portavoce di Lavrov, Maria Zakharova, è «distruttiva».E, tanto per chiarire, aggiunge il Ministro davanti al mondo d'affari occidentali: «Genera preoccupazione l'avvicinamento delle infrastrutture militari ai nostri confini».

Dossier siriano
In sala c'erano semplici uomini d'affari ma anche alti papaveri dei colossi europei. Chiarissimo sulla Siria, Lavrov è entrato subito nel vivo dell'attualità internazionale: ha detto che «la condizione più importante» nella soluzione della crisi è «la distinzione immediata e completa della cosiddetta opposizione moderata siriana da Isis, al Nusra e simili. I nostri partner americani ci hanno promesso di farlo otto mesi fa. Finora, non è successo niente», ha puntualizzato, parlando agli esponenti dell'Associazione delle imprese europee in Russia.

Immigrazione in Italia
Il capo della diplomazia russa tocca inoltre il problema dell'immigrazione per l'Italia: «è iniziato con l'intervento in Libia» e la risoluzione «usata in maniera rozza» contro Gheddafi, invitando a non dimenticare da dove è cominciato tutto. "E la Libia è diventato un territorio per il terrorismo", situazione che ha un risvolto immediato «proprio sull'Italia». Ma le soluzioni sono al solito «nel diritto internazionale che regola quanti immigrati e quanti rifugiati un Paese debba accogliere», ha poi aggiunto.

Nessuna contraddizione ideologica con l'Ovest
Quanto al continuo parlare di nuova Guerra Fredda, il ministro ribatte: la Russia e l'Ovest «non hanno contraddizioni ideologiche» tali da rendere la Guerra Fredda «inevitabile». Ma poi a parte, al canale Rbk ribatte che se gli Usa avvieranno nuove sanzioni, Mosca reagirà. A buon intenditor, poche parole.

Un vertice che parla tutto tedesco (nonostante le sanzioni)
Attualmente parla tutto tedesco il vertice dell'Associazione delle imprese europee (AEB) in Russia, davanti alla quale Lavrov ha parlato oggi. Il presidente Thomas Staertzel, amministratore delegato di Porsche Russland, mentre il Ceo è il suo connazionale Frank Schauff. Staertzel è subentrato al francese Philippe Pegorier, presidente di Alstom Russia che ha ricevuto in queste settimane un importante riconoscimento dalla Russia. Pegorier rimane comunque nel board dove compaiono ora due italiani: Filippo Baldisserotto, managing partner di Italcantieri e Cesare Biggiogera, amministratore delegato di Prysmian Group Russia. Alexander Liberov (Siemens) è invece primo vice presidente.

L'AEB
Fondata nel 1995, in pieno capitalismo selvaggio a Mosca, su iniziativa delle aziende europee che lavorano in Russia - con il sostegno dalla delegazione della Commissione europea e di un numero di ambasciate europee - inizialmente, comprendeva 120 società. Ora è composta da oltre 600, provenienti da 23 paesi dell'Unione europea e 8 non UE, compresa la stessa Russia. In principio l'organizzazione venne battezzata «The European Business Club» (fino al 2004). Poi aprì alcuni uffici regionali: nel 2003 a Krasnodar e nel 2010 a San Pietroburgo. Oggi l'associazione è vanta 45 comitati industriali e intersettoriali che rappresentano e difendono gli interessi delle imprese europee a livello statale e locale.