20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Presidente, premier, più volte ministro, Nobel per la Pace

Morto Shimon Peres, il militante sionista che ha scritto la storia di Israele

Si è spento verso le 2 del mattino Shimon Peres, ex presidente israeliano e Premio Nobel per la Pace, dopo l'ictus che lo aveva colpito qualche settimana fa

GERUSALEMME - Si è spento nella notte l'ex presidente israeliano e Premio Nobel per la Pace Shimon Peres. Il suo medico personale, Rafi Walden, ha dichiarato che Peres, 93 anni, è morto «nel sonno» attorno alle 2 di questa mattina. L'ex capo dello Stato era ricoverato dal 13 settembre scorso al Tel Hashomer Medical Center, colpito da un ictus. Il medico, che è anche il genero di Peres, ha aggiunto che ulteriori dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà in giornata. 

Uno dei padri di Israele
Peres è stato uno dei padri d'Israele, un uomo che ha ricoperto tutte le principali cariche dello Stato ebraico, che ha incrociato tutti le crisi più importanti dalla nascita di un Paese da sempre al centro della tempesta. Nato il 2 agosto 1923 in Polonia ed era emigrato in Palestina, al seguito della famiglia, nel 1934, si era sposato con Sonia Gelman - morta nel 2011 a 86 anni - e aveva avuto due figli.

Militante sionista
La sua militanza per la causa sionista iniziò negli anni Quaranta: conobbe Ben Gurion facendo l'autostop e il fondatore dello Stato israeliano divenne presto suo mentore. Peres fu membro dell'Haganah, predecessore dell'esercito israeliano e a soli 29 anni diventò il direttore generale dell'allora neonato ministero della Difesa. In quella posizione, fu nella cabina di regia della guerra di Suez del 1956 contro l'Egitto. Contrario a qualsiasi compromesso con gli Stati arabi, si convertì alla via negoziale dopo il 1977, ovvero dopo la storica visita del presidente egiziano Anwar Sadat a Gerusalemmme, che aprì la porta al primo trattato di pace arabo-israeliano.

Una lunga carriera
Nella sua lunga carriera, Peres ha occupato una miriade di ruoli, spesso strategici. Il suo arrivo alla Knesset, il parlamento israeliano, data 1959. E' stato ministro in 12 governi, è stato primo ministro per due volte (1984-1986 e 1995-1996). Il suo cursus honorum è culminato nell'elezione nel 2007 a nono presidente dello Stato d'Israele.

Momenti cruciali
La sua vicenda politica ha intersecato alcuni dei momenti cruciali della storia d'Israele. Nel 1956 fu inviato in Francia dal primo ministro David Ben Gurion in Francia per negoziati segreti per preparare la Guerra di Suez. In quel periodo fu anche coinvolto negli sforzi israeliani per dotarsi dell'arma atomica.

I negoziati
Il momento che lo vide più protagonista è probabilmente quello in cui fu uno dei motori delle fasi negoziati che portarono agli accordi con l'Egitto e all'accordo - durato poco - per la cooperazione israelo-giordana nell'amministrazione della Cisgiordania.

Gli accordi di Oslo
Fu durante la seconda amministrazione di Yitzhak Rabin, che assieme al primo ministro fu protagonista del processo di pace che portò agli accordi di Oslo. Questo ruolo gli fruttò il premio Nobel per la pace del 1994, assieme al leader palestinese Yasser Arafat e a Rabin. A quest'ultimo, sempre il processo di pace, costò la vita: il 4 novembre 1995 Yitzhak Rabin fu assassinato a Tel Aviv da un estremista ebreo.

Presidente
Nel 2007 Peres divenne presidente, succedendo a Moshe Katsav, caduto in disgrazia per uno scandalo sessuale. Si trattava di un ruolo ampiamente cerimoniale, dal quale comunque seppe comunque far sentire la sua voce. Rispettato e molto amato all'estero, ha confidato che il segreto della sua longevità era molto semplice: esercizi quotidiani, moderazione nel cibo e un paio di bicchieri di buon vino ogni giorno.

Netanyahu: un visionario
Shimon Peres è stato «un visionario» e un «campione» della causa israeliana: così il premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, ha ricordato l'ex presidente. "Shimon ha dedicato la sua vita alla rinascita del nostro popolo», ha detto Netanyahu, riconoscendo la grandezza del suo ex rivale politico. Dopo le condoglianze espresse subito dopo la notizia del decesso dell'ex capo dello Stato, in una nota il premier israeliano ha inserito un chiaro riferimento anche al contributo 'militare' di Peres, in particolare al suo ruolo nello sviluppo del programma nucleare israeliano, mai ufficializzato: «Da visionario qual era, guardava al futuro. Come campione della difesa di Israele ha rafforzato le capacità dello Stato in molti modi, in parte ancora oggi non riconosciuta».

I funerali venerdì
I funerali si terranno venerdì, alla presenza di ospiti illustri. Sono infatti attesi, tra gli altri, Papa Francesco, il presidente americano Barack Obama, Bill e Hillary Clinton e il premier canadese Justin Trudeau. E' quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz.

(Con fonte Askanews)