25 marzo 2019
Aggiornato 00:30
Verso il referendum

Brexit o non Brexit: qual è la prospettiva più vantaggiosa per Mosca?

Tra le conseguenze geopolitiche di una Brexit, bisogna considerare anche gli effetti su Mosca e sulle sue relazioni con Bruxelles e Londra. Per Putin è meglio un «Leave» o un «Remain»?

MOSCA - Siamo ormai alla vigilia del referendum sulla Brexit, e l'Ue si prepara ad affrontare le conseguenze del voto britannico, qualunque sia il risultato. I giornali di tutta Europa animano il dibattito, esponendo il proprio punto di vista e pubblicando analisi su un'eventuale dopo-Brexit. Il divorzio di Londra da Bruxelles è una prospettiva che molti temono, e c'è anche chi, per convincere i britannici a rimanere, si gioca una carta controversa: quella di Vladimir Putin. Ne avevamo già parlato: molti, in Occidente, sostengono che il capo del Cremlino faccia segretamente il tifo per la Brexit, in quanto a suo avviso un'Europa senza le terre di Sua Maestà sarebbe indiscutibilmente più debole. E visto che per l'Occidente Putin rappresenta il male assoluto, la stampa anti-Brexit pensa che, sventolandone lo spettro, potrà convincere gli elettori a schierarsi per il «Remain».

Da Putin il riserbo
In realtà, come già avevamo avuto modo di dire, Putin rimane tra quei pochissimi leader mondiali a non aver espresso alcuna posizione in proposito. L'endorsement di Barack Obama durante il suo ultimo viaggio nel Regno è stato a dir poco esplicito, idem quello di Angela Merkel, di Shinzo Abe e di Xi Jinping. Putin, invece, ha scelto di rimanere a lungo silenzioso sull'argomento, finché, qualche giorno fa, non ha deciso di rompere il riserbo. Ma lo ha fatto nel modo più diplomatico possibile: «Io ho una mia idea ma non vorrei esprimerla, dobbiamo accogliere con rispetto la volontà del popolo britannico, aspettare qualche giorno e vedere cosa succede». Il presidente russo ha però deciso di respingere le accuse che media e politici occidentali gli indirizzano: «La Russia vuole dialogare con una Europa forte perché dialogare con un partner debole certe volte ti costa di più, perché c'è rischio che possa cedere a pressioni».

Senza Londra, più forte il fronte anti-sanzioni?
Putin non si è dunque sbilanciato nè in un senso nè nell'altro, ma la sua valutazione è in realtà quantomai acuta. Se l'Europa diventasse ancora più debole di quanto non sia già, potrebbe cedere più facilmente a «pressioni» esterne - in primis quelle di Washington -, e danneggiare ulteriormente le relazioni con Mosca. Chi pensa dunque che il capo del Cremlino abbia davvero interesse a vedere l'Ue ancora più arrancante non considera il quadro completo. Ad ogni modo, qualunque sia lo scenario auspicato da Putin, non c’è dubbio che un’eventuale Brexit avrebbe ripercussioni sulla geopolitica globale, e dunque anche sui rapporti dell’Europa con la Russia. Secondo l’esperto Stefani Weiss della Bertelsmann Foundation, un’eventuale uscita del Regno Unito dall’Ue potrebbe compattare e rafforzare il fronte dei Paesi europei più favorevoli a Mosca e convinti della necessità di ridiscutere le sanzioni. In effetti, secondo alcune fonti diplomatiche, Londra, insieme agli Stati Baltici e alla Svezia, sarebbe tra i Paesi più irreprensibili nel mantenere le sanzioni verso Mosca. Dall’altra parte della barricata ci sono Grecia, Italia, Ungheria, Cipro e Slovacchia, oltre a una fetta sempre crescente di imprenditori tedeschi.

Senza l'Ue, i rapporti tra Mosca e Londra migliorerebbero?
Anche l’ambasciatore russo a Bruxelles Vladimir Chizhov la pensa in modo simile. Secondo Chizhov, sebbene la Russia non abbia mai dato modo all’Ue di pensare che faccia il tifo per la Brexit, in qualche modo un’uscita del Regno dall’Europa potrebbe giovarle. A suo avviso, senza la gabbia europea, migliorerebbero anche i rapporti tra Mosca e Londra. Perché se la Gran Bretagna lasciasse l’Ue, la Russia potrebbe instaurare relazioni dirette con il Paese in quanto tale e non in quanto membro del «blocco» europeo. Secondo l’ambasciatore, sarebbe forse troppo aspettarsi che Londra entri nell’Unione Economica Euroasiatica. Ma di certo, una suo divorzio da Bruxelles non avrebbe  conseguenze negative sulla Russia.

Dalla Brexit nessuna conseguenza negativa
Del resto, già in precedenza la presidente della Banca Centrale Russa Elvira Nabiullina aveva specificato di non vedere alcun rischio per l’economia di Mosca da una eventuale Brexit. «Non ci sarà alcuna diretta conseguenza perché abbiamo un livello di interscambio abbastanza modesto con il Regno Unito e non manteniamo un livello significativamente alto di cooperazione nella sfera finanziaria», aveva spiegato.

Putin spera in una Brexit?
E' proprio vero, insomma? La Brexit gioverebbe a Mosca? In realtà, non tutti la pensano così. Secondo Russia Today, se fosse vero che Putin mira a un’Europa debole e divisa come l’Occidente sostiene, dovrebbe piuttosto sperare che Londra rimanga nell’Ue. Perché senza la nazione più euroscettica e isolazionista di tutte, il Vecchio Continente finirebbe per compattarsi ulteriormente, e il controllo della Germania sugli altri membri aumenterebbe. Il tutto, a discapito della Russia, visto che le relazioni tra Mosca e Berlino non sono mai state tanto compromesse da cinquant’anni a questa parte. Anche perché, poi, ciò che veramente teme Putin non è tanto l’Europa, quanto la Nato. E se Londra uscisse dalla prima, dovrebbe compensare la perdita di influenza a Bruxelles serrando i suoi legami con l’Alleanza Atlantica. Accrescendone dunque la pericolosità agli occhi di Mosca.