Siria, raid russi ad Idlib: almeno 23 civili uccisi
Secondo l'Osservatorio siriano sui diritti umani, almeno 23 civili sono stati uccisi ieri sera in intensi raid russi contro la città siriana di Idlib, nel Nordovest della Siria, controllata dam jihadisti e ribelli
BEIRUT - Almeno 23 civili sono stati uccisi ieri sera in intensi raid russi contro la città siriana di Idlib, nel Nordovest della Siria, controllata dam jihadisti e ribelli: lo ha annunciato oggi l'Osservatorio siriano sui diritti umani, spiegando che alcune decine di persone sono rimaste ferite.
Il bilancio
Numerosi quartieri della città sono stati colpiti dai raid russi, secondo l'ong. «Almeno 23 civili sono morti e a decine sono rimasti feriti in intensi raid compiuti dall'aviazione russa su numerosi quartieri della città», ha confermato il direttore dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahman.
Raid rinviati?
La provincia di Idlib è quasi interamente controllata da una coalizione composta principalmente dal Fronte al Nusra e da altri gruppi radicali e ribelli («Esercito di conquista»). La scorsa settimana la Russia aveva annunciato che avrebbe rinviato i suoi raid aerei, già programmati, contro il Fronte al Nusra per consentire ai ribelli di prendere le distanze dal movimento qaedista e delimitare chiaramente le zone sotto il loro controllo.
L'allarme dell'Unhcr
L'Unhcr è profondamente preoccupato per la situazione in cui si trovano circa 165.000 persone sfollate che secondo quanto riportato stanno ora vivendo in massa vicino alla città di Azaz, a nord della Siria. Le persone sono fuggite in seguito a violentissimi scontri a nord di Aleppo. I civili in fuga sono intrappolati tra due fronti e hanno difficoltà ad accedere a servizi medici, cibo, acqua e protezione. Al fine di una preparazione all'emergenza, l'Unhcr ha immediatamente avvertito le autorità turche degli sviluppi in Siria settentrionale. L'Unhcr fa appello perchè i diritti fondamentali e l'incolumità fisica di questa popolazione siano protetti, come previsto dal diritto umanitario internazionale, dal diritto internazionale per i rifugiati e dalle norme internazionali in materia di diritti umani, e fa appello inoltre affinchè siano garantiti passaggi sicuri e protezione.
(Con fonte Askanews)
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