25 giugno 2019
Aggiornato 01:00
Si prepara a blocco anche personale porti, aeroporti e ferrovie

Francia, la protesta si estende alle centrali nucleari dopo il blocco delle raffinerie

Il conflitto sociale si aggrava di giorno in giorno in Francia, dove la protesta per ottenere il ritiro della riforma del codice del lavoro punta ora al blocco del settore energetico e dei trasporti

PARIGI - Il conflitto sociale si aggrava di giorno in giorno in Francia, dove la protesta per ottenere il ritiro della riforma del codice del lavoro punta ora al blocco del settore energetico e dei trasporti. Dopo le raffinerie, infatti, adesso potrebbe arrivare il turno anche delle centrali nucleari. La potente federazione del settore, Cgt-Energie ha deciso di alzare il tiro e lanciare un appello al personale di Edf per complicare ulteriormente la situazione dell'approvvigionamento energetico, in particolare domani, giornata di mobilitazione in tutto il Paese contro la legge El Chomry.

Si gioca il tutto per tutto
«E' adesso che si gioca la sorte del progetto di legge sul lavoro, quindi è adesso che bisogna agire - ha argomentato Marie-Claire Cailletaud, portavoce della federazione CGT-Energie, citata da Le Figaro - Lanciamo un appello affinché il personale partecipi al movimento e faremo aumentare la pressione, sia attraverso abbassamenti di corrente che con tagli della rete».

Il blocco delle raffinerie
Stamattina sei raffinerie, sulle otto esistenti, lavorano al rallentatore o sono ferme, in particolare quelle di Total. I depositi di carburante di Douchy-les-Mine, nel Nord della Francia, sono stati sgomberati dalle forze dell'ordine, mentre si moltiplicano le notizie di furti di carburante direttamente dai serbatoi delle automobili, in particolare nei grandi parcheggi. Un nuovo assalto della polizia si è verificato oggi all'alba a un deposito strategico di carburante bloccato dai sindacalisti della Cgt, a Douchy-les-Mines, nel nord. 

Difficoltà nei rifornimenti
Ieri il segretario di stato ai trasporti, Alain Vidalies, ha riconosciuto che il 20 % delle stazioni di servizio francesi è in «difficoltà» di rifornimenti. E stamattina a Brest, dei membri di Force ouvrière, partito di estrema sinistra, e militanti del movimento Nuit Debout, bloccavano l'accesso al deposito di carburante della città , con la polizia pronta ad intervenire.

La protesta si estende
Il personale di due fra i principali porti francesi, quello di Marsiglia e quello di Havre, si prepara oggi ad unirsi al movimento di protesta. Se questi terminali dovessero essere bloccati (dove arriva circa il 40% delle importazioni di greggio francesi) «nel giro di cinque o sei giorni non ci sarà piu carburante negli aeroporti parigini», ha messo in guardia il sindaco di Havre, Edouard Philippe. Sul fronte dei trasporti aerei, il 15% dei voli dovrebbe essere annullato domani dall'aeroporto di Orly, dove i sindacati dell'aviazione civile minacciano di incrociare le braccia dal 3 al 5 giugno. E potrebbero scendere in sciopero anche gli autisti della metro e i macchinisti delle ferrovie. Uno scenario tanto più preoccupante alla vigilia degli Europei di calcio, a partire dal 10 giugno.

Il commento di Hollande e Valls
Il presidente Francois Hollande ieri ha definito inaccettabili le proteste volute da una «minoranza» mentre il premier Manuel Valls ha escluso il ritiro delle riforma del lavoro e ha anticipato il ricorso alla forza per sgomberare le raffinerie occupate.

(Fonte Askanews)