16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Insieme a Francia, Belgio, Danimarca, Svezia

Migranti, l'asse Vienna-Berlino per prorogare i controlli alle frontiere

Stop a Schengen, almeno per altri sei mesi. E' questa la richiesta che giunge da Austria e Germania, che confermano l'asse sulla questione dei controlli delle frontiere e orchestrano una 'iniziativa a Sei Paesi' per prorogare i controlli alle frontiere

BERLINO - Stop a Schengen, almeno per altri sei mesi. E' questa la richiesta che giunge da Austria e Germania, che confermano l'asse sulla questione dei controlli delle frontiere e orchestrano una 'iniziativa a Sei Paesi' per ottenere da Bruxelles l'estensione della «clausola straordinaria» in vigore per ora fino al 13 maggio. Insieme a loro, Francia, Belgio, Danimarca e Svezia.

Proroga alla sospensione di Schengen
Gli Stati membri devono «poter continuare a realizzare, in funzione della situazione e in modo flessibile, controlli alle loro frontiere interne», ha dichiarato il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière, in una dichiarazione ottenuta dall'agenzia France Presse. Secondo il suo portavoce, il responsabile dell'Interno intende partecipare «a una iniziativa comune con altri Stati membri» affinchè la Commissione europea dia il via libera a una proroga di almeno sei mesi dei controlli autorizzati l'estate scorsa sulla scia dell'emergenza migratoria. Ora la rotta balcanica, quella che ha portato decine di migliaia di profughi in Germania via Austria e Paesi dell'ex Jugoslavia, è stata chiusa, ma Vienna si dice allarmata per un possibile aumento di arrivi dall'Italia, da cui tutto il balletto sui controlli al Brennero.

Italia a rischio
E de Maizière non ha citato l'Italia, ma ha confermato che la richiesta di estensione dei controlli è motivata proprio dall'«evoluzione della situazione a livello di frontiere esterne dell'Ue». Perchè, ha spiegato il ministro tedesco, «anche se la situazione lungo la rotta dei Balcani per il momento è calma, osserviamo con inquietudine» altri sviluppi. «Confermo - ha concluso - che stiamo discutendo con la Commissione europea e i nostri partner europei a tale riguardo». Berlino ha anche di recente sostenuto la decisione dell'Austria di prendere provvedimenti contro l'eventuale arrivo di migranti dall'Italia, ripristinando i controlli alle frontiere, ma anche considerando l'utilizzo di una rete protettiva,

In attesa della decisione definitiva
Pare che la decisione definitiva arriverà mercoledì. In mattinata è stata Vienna a rivelare l'avvio di un confronto con l'Ue sull'argomento. Poi le indiscrezioni sull'iniziativa a Sei. In pratica, Austria, Germania, Francia, Belgio, Danimarca e Svezia hanno deciso di chiedere a Bruxelles di prolungare i controlli alle loro frontiere oltre il 13 maggio, termine per ora previsto dalla clausola speciale degli accordi di Schengen che permette l'introduzione di controlli provvisori in caso di particolare emergenza. «Chiediamo che facciate una proposta per permettere agli Stati membri che reputano necessaria questa proroga di estenderla oltre il 13 maggio», scrivono i sei Paesi membri Ue e membri dello spazio di libera circolazione Schengen, secondo le indiscrezioni del quotidiano tedesco Die Welt.

Mercoledì giornata fondamentale
La Commissione europea, che per ora non si è espressa sulla questione, deve, il 12 maggio, fare il bilancio riguardo la Grecia in materia di protezione delle frontiere esterne dell'Ue. In caso di bilancio negativo, l'esecutivo europeo potrebbe effettivamente autorizzare una estensione dei controlli alle frontiere. Ma sempre mercoledì la Commissione europea dovrà dare l'imprimatur a un altro provvedimento legato al dossier immigrazione: l'eliminazione dell'obbligo di visto per i cittadini turchi. Una delle condizioni incluse nel patto stretto on Ankara per bloccare i migranti sulla rotta balcanica, e più volte rivendicata con forza dal primo ministro Davutoglu e dal presidente Erdogan. Ma anche la Turchia non è esattamente in regola con le adempienze verso l'Ue: ben 50 richieste su 73 ancora da soddisfare. Secondo lo Spiegel, la conta ufficiale avverrà mercoledì, ma l'ostacolo principale potrebbe essere quello della legge turca anti-terrorismo. «Nella Commissione si parla di un assegno in bianco per i funzionari della sicurezza turchi», ha infatti osservato il settimanale tedesco.