22 settembre 2019
Aggiornato 01:30
'Impossibile replicare soluzione per Balcani, Libia non è Turchia'

Migranti, Tusk ammette: «Dopo l'accordo con la Turchia, è ora di aiutare l'Italia»

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha ammesso che dopo l'accordo con la Turchia i migranti stanno prendendo in considerazione la rotta mediterranea, e ha affermato la necessità di aiutare l'Italia

STRASBURGO - Dopo aver affrontato la crisi migratoria nei Balcani, l'Ue e i suoi Stati membri devono essere ora pronti ad aiutare l'Italia e Malta, perché «i migranti in Libia stanno sicuramente prendendo in considerazione» la rotta del Mediterraneo centrale per venire in Europa, come è già accaduto negli anni scorsi. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nel suo intervento nella plenaria dell'Europarlamento, stamattina a Strasburgo, durante il dibattito sui risultati dell'ultimo vertice Ue di Bruxelles.

La rotta mediterranea
«La rotta balcanica - ha osservato Tusk - non è l'unica, e altri Paesi, oltre alla Grecia e alla Bulgaria, si aspettano la nostra cooperazione e la nostra solidarietà. Mi riferisco qui - ha precisato - alla rotta del Mediterraneo centrale, che sicuramente i migranti in Libia stanno prendendo in considerazione. Questo significa che dobbiamo essere preparati ad aiutare Malta e l'Italia e a mostrare loro la nostra solidarietà, se ne hanno bisogno».

Come aiutare l'Italia?
Ma in questo caso, ha continuato il presidente del Consiglio europeo, «non è semplicemente possibile copiare la soluzione adottata per i Balcani», con l'accordo con Ankara sul ritorno dei migranti, «semplicemente perché la Libia non è la Turchia. Per la rotta dei Balcani - ha sottolineato - abbiamo agito troppo tardi, a causa della chiusura delle frontiere interne dell'Europa. Oggi la nostra piena collaborazione con Malta e con l'Italia è una condizione per evitare che questo scenario si ripeta in futuro», anche per la rotta del Mediterraneo, ha concluso Tusk.

(Con fonte Askanews)