15 settembre 2019
Aggiornato 22:30
Quali davvero gli effetti dello scandalo?

Panama Papers, un’occasione d’oro per attaccare Putin che non cambierà niente

Leggendo i documenti dell’inchiesta, il presidente russo non sarebbe coinvolto in alcun modo, ma ai media occidentali conviene sempre usarlo come bersaglio, soprattutto in vista delle prossime presidenziali.

MOSCA - Le domande aperte sul caso Panama Papers sono ancora molte e ci vorrà del tempo per mettere i puntini sulle «i» in quella che è stata chiamata una delle inchieste più eclatanti della storia. Uno scandalo riguardante i conti di personalità ricche e potenti conservati nei paradisi fiscali non sorprende più di tanto, non essendo una novità. L’aspetto politico, o mediatico se vogliamo, è ben più curioso.

Fra gli obiettivi: colpire Putin
Ovviamente nei primi articoli apparsi sui giornali italiani non poteva mancare la figura di Putin con tanto di foto per imprimere per bene nella mente dei lettori come stanno le cose. In realtà, leggendo i documenti dell’inchiesta, il presidente russo non sarebbe coinvolto in alcun modo. Si tratta bensì di diversi personaggi russi, tra cui parlamentari appartenenti al partito Russia Unita, ministri e un musicista, Sergei Roldugin, amico intimo di Putin. Secondo il Cremlino, come sottolinea il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, si tratterebbe di un piano per destabilizzare la situazione interna in Russia e attaccare direttamente Vladimir Putin: «Anche se il nome del presidente Putin non risulta di fatto nei documenti, per noi è evidente che l’obiettivo principale è lui, soprattutto in vista delle prossime elezioni parlamentari e anche delle presidenziali, che si svolgeranno fra due anni».

Ma chi sono i personaggi russi coinvolti?
Tra le persone coinvolte nello scandalo Panama Papers ci sarebbe lo stesso portavoce di Putin Dmitrij Peskov, anche se il beneficiario risulta essere la moglie Tatiana Navka. Nelle inchieste portate avanti dal giornale russo d’opposizione Novaya Gazeta, fra gli altri personaggi coinvolti vengono menzionati Alexei Uliukaev, ministro dello Sviluppo economico, Maksim Liksutov, vice-sindaco di Mosca, Mikhail Splipenciuk e Aleksandr Babakov, deputati del partito Russia Unita, e il già citato musicista amico di Putin Sergei Roldugin.

Gli effetti dello scandalo Panama Papers
L’effetto più radicale dello scandalo per ora riguarda il premier dell’Islanda Davis Gunnlaugsson, che si è dimesso per via delle forti pressioni dei cittadini islandesi dopo le notizie sulla presenza del nome del premier nella lista dei clienti dello studio Mossack Fonseca. In Islanda sono già state richieste elezioni anticipate e in altri Paesi come l’Australia sono state avviate delle indagini. Hollande dalla Francia ha annunciato che tutte le informazioni pubblicate serviranno da base per le procedure giudiziarie. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il primo ministro britannico David Cameron, il presidente ucraino Poroshenko, il calciatore Messi, l’attore Jackie Chan. Nella lista sono presenti anche circa 800 cittadini italiani, fra cui Luca di Montezemolo, Giuseppe Donaldo Nicosia, oltre che le banche Ubi e Unicredit.

Reazioni mediatiche nel mondo
Vanno rilevate reazioni totalmente diverse dai media mondiali allo scandalo panamense. Mentre tutta la stampa internazionale puntava il dito contro Putin, molti media inglesi non hanno ritenuto necessario menzionare il caso di David Cameron. Il Guardian fin da subito nella sua edizione online si concentra solo sulla figura di Putin per esempio.

Che cosa cambierà dopo Panama Papers?
Non si tratta di certo della prima inchiesta sui paradisi fiscali utilizzati dai vip e i potenti del mondo. Forse la domanda da porsi è se cambierà qualcosa dopo queste inchieste. Quali azioni andrebbero intraprese nei confronti delle imprese offshore? Aspetto ancora più curioso è l’assenza di nomi americani nella lista dell’inchiesta. Nel frattempo lo scandalo panamense viene ben strumentalizzato dai media, americani ed europei, per fini politici. Ricordare un’ennesima volta a tutti che Putin è il cattivo non guasta mai.