18 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Deutsche Bank sotto accusa per riciclaggio: perquisito il quartier generale

Secondo la procura tedesca, l'istituto di credito di Francoforte avrebbe aiutato i clienti a trasferire denaro sporco nei paradisi fiscali. Le azioni crollano in Borsa

I mezzi della polizia tedesca parcheggiati davanti al quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte
I mezzi della polizia tedesca parcheggiati davanti al quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte (Armando Babani | EPA)

FRANCOFORTE – Sono scattate le perquisizioni, nella giornata di ieri, in sei uffici di Deutsche Bank, tra cui il quartier generale a Francoforte, per un'indagine sul riciclaggio di denaro, parte di un filone dell'inchiesta Panama Papers. Il blitz ha coinvolto almeno 170 agenti delle forze dell'ordine, magistrati e funzionari amministrativi e fiscali. Secondo le informazioni contenute nel fascicolo riservato e compromettente dello studio legale panamense, si sospetta infatti che la prima banca tedesca abbia «aiutato i clienti a creare società in paradisi fiscali» per riciclare denaro proveniente «da reati penali», stando a quanto ha reso noto la procura tedesca. Il denaro in questione sarebbe finito poi in una filiale con sede nelle Isole Vergini britanniche, che solo nel 2016 ha trattato oltre 900 clienti e un giro d'affari di ben 311 milioni di euro. Le indagini si concentrano su due dipendenti di Deutsche Bank, rispettivamente di 46 e 50 anni, nonché un certo numero non identificato di responsabili.

Le parole della società
L'istituto di credito ha confermato dopo poche ore l'operazione che ha riguardato diverse delle sue sedi in Germania, secondo quanto si legge su una nota del gigante bancario tedesco: «Corrisponde a verità il fatto che la polizia stia effettuando una indagine in diversi dei nostri uffici in Germania. Stiamo collaborando pienamente con le autorità», afferma ancora Deutsche Bank, aggiungendo che fornirà ulteriori dettagli appena saranno disponibili. Quanto all'indagine, la banca si è limitata a ribadire che «ha a che fare con i Panama Papers». Nessuna certezza, invece, quanto al fatto che l'inchiesta per presunto riciclaggio possa coinvolgere anche l'Italia: «Non ne so nulla», ha risposto Flavio Valeri, responsabile per l'Italia di Deutsche Bank, a margine di un convegno al Milano Luiss Hub.

Serie infinita di accuse
La notizia ha comunque provocato comprensibilmente un forte ribasso alla borsa di Francoforte per le azioni della società, che ha chiuso ieri a -3,4% finendo a 8,3 euro. E, quel che è peggio, non si tratta nemmeno della prima controversia che ha riguardato la più grande banca della Germania. Dallo scandalo dei mutui subprime alla manipolazione delle quotazioni, dalla violazione delle sanzioni contro Iran, Libia e Siria fino al recente affare Ex-Cum che riguardava presunti guadagni illeciti ottenuti dai dividendi. Per non parlare del caso giudiziario attualmente aperto per quanto riguarda il ruolo che, secondo gli inquirenti, avrebbe svolto (insieme a JP Morgan e Bank of America) nel circuito di riciclaggio di denaro presso la filiale estone della Danske Bank: circa 230 miliardi di dollari di provenienza russa, di cui 150 sarebbero transitati dal colosso di Francoforte.