6 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

A Bruxelles, le falle dell'intelligence belga e l'incomunicabilità dei servizi europei

I tragici fatti di Bruxelles dimostrano una realtà drammatica: da un lato, l'inadeguatezza dell'intelligence belga, dall'altra parte, l'incapacità cronica dell'Europa di cooperare anche sulle questioni più vitali come la sicurezza

BRUXELLES - Gli attentati che hanno sconvolto questa mattina la capitale del Belgio hanno, tra le altre cose, una grande portata simbolica. Perché Bruxelles non è una semplice capitale europea: Bruxelles è la capitale dell'Europa, nonché sede della Nato. E' chiaro, dunque, che quando le acque si calmeranno e alla furia dell'emergenza si sostituirà la drammatica calma che segue la tempesta, ci si comincerà a porre numerosi e doverosi interrogativi sulle falle che hanno consentito che degli attacchi tanto brutali potessero sconvolgere proprio il cuore dell'Unione. Proprio laddove ci si potrebbe aspettare apparati di sicurezza all'avanguardia, pronti a sventare tragedie di questo tipo.

Le falle dei servizi in Belgio
Quanto accaduto oggi dimostra, invece, che esiste una duplice falla che espone Bruxelles e l'Europa intera al pericolo: la prima, relativa all'intelligence belga; la seconda, ancor più grave, che riguarda i servizi europei. Quanto al primo livello, è ormai chiaro che il Belgio ha un problema di fondo: è uno Stato troppo frammentario, con ben 6 governi e numerose municipalità che amministrano un territorio esteso poco più della Sicilia. In una situazione simile, è necessario che lo scambio di informazioni a livello di intelligence sia efficace e immediato. Cosa che, evidentemente, non avviene. D'altra parte, il Belgio è anche diviso tra la comunità fiamminga e quella vallona, con gravi disfunzioni a livello amministrativo, e solo a Bruxelles ci sono 6 autorità di polizia, piuttosto riluttanti a comunicare tra loro. E' evidente che i servizi locali non soddisfino gli standard degli altri partner europei. Ma le ragioni sono anche altre, e le elenca opportunamente il Sole24Ore: «Una 'mancanza di cultura dell'Intelligence' forse dovuta anche all'ingombrante presenza di Parigi, che si è 'candidata', con il benestare di Bruxelles, a fare il lavoro in cui i belgi non eccellono. La cronica carenza di personale che parla arabo rende infine ancor più difficile estirpare le radici del radicalismo islamico». Non è un caso che i blitz della polizia belga, in più occasioni, abbiano sollevato diversi dubbi. Si pensi a quella che sarebbe dovuta essere una semplice perquisizione di un appartamento sospetto a Forest lo scorso martedì, e che invece si è improvvisamente trasformata in un vero e proprio blitz antiterrorismo. Blitz in cui, peraltro, quattro agenti di polizia sono stati feriti, un terrorista è stato ucciso ed altri due sono riusciti a dileguarsi con una rocambolesca fuga sui tetti.

Incomunicabilità europea
E poi c'è il livello europeo, le cui mancanze sono ancora più gravi. Tanti vertici sono stati dedicati alla necessità di promuovere una vera cooperazione tra i servizi comunitari, ma la cruda realtà è che non c'è una collaborazione efficace neppure tra la Francia e il Belgio. La vicenda di Salah Abdeslam lo dimostra chiaramente: nonostante gli allarmi e le ricerche, è riuscito a tornare nel quartiere di Moleenbek, dopo essere rimasto tra noi per ben quattro mesi ed aver attraversato indisturbato le frontiere. Come è potuto accadere? Ed oggi questi ennesimi attacchi non sono che l'ultima dimostrazione della malattia mortale che sta affligendo l'Europa: una malattia che la rende totalmente incapace di cooperare addirittura sulle questioni vitali come la sicurezza e l'antiterrorismo. L'errore è stato comune a tutto l'Occidente: presi dall'illusione che i droni avrebbero potuto sradicare il fondamentalismo, non solo abbiamo aggravato il problema con avventure belliche dal dubbio risultato, ma ci siamo addirittura «dimenticati» di guardare in casa nostra, tra i nostri stessi cittadini europei. Perché nessuno è più al sicuro e, soprattutto, perché la guerra al terrorismo difficilmente si vince con le bombe: si vince, semmai con l'intelligence. E i fatti di oggi lo dimostrano drammaticamente.