9 agosto 2020
Aggiornato 16:31
Primarie in New Hampshire

L'uragano Trump e la rivoluzione Sanders: vittorie attese (ma con sorpresa)

Le vittorie di Donald Trump e di Bernie Sanders erano in certa misura previste dai sondaggi. Ma i risultati hanno regalato anche qualche sorpresa. Ecco come interpretare il voto del New Hampshire, e cosa aspettarsi dalle prossime tappe.

NEW YORK - Ce l'aspettavamo. La vittoria di Bernie Sanders e di Donald Trump alle primarie del New Hampshire, in certa misura, non è per nulla sorprendente. I sondaggi profetizzavano da tempo il loro trionfo, e così è stato. In realtà, però, il voto di ieri qualche sorpresa ce l'ha riservata. E lo ha fatto sia in campo democratico che in quello repubblicano. Anche perché i caucus dell'Iowa sono stati la dimostrazione che dei sondaggi ci si può fidare poco, e secondo alcuni analisti avrebbero anche sancito la battuta d'arresto di Trump. Un po' di imponderabile, dunque, c'era; ed è esattamente in quello spazio che si sono annidate le piccole sorprese di questo secondo appuntamento elettorale.

La sorpresa in campo democratico
Primo: la sconfitta di Hillary Clinton era attesa; sorprendente, però, il distacco macinato dal rivale Sanders, che non si è mantenuto entro la soglia degli «accettabili» dieci punti: al contrario, ha superato i venti. Così, lo staff di Hillary e il partito stesso non hanno potuto che ammettere immediatamente il risultato: se in Iowa si è potuto parlare di un «pareggio virtuale», nel New Hampshire le cose sono state del tutto diverse. E' vero dunque che la vittoria di Sanders era largamente attesa e che per lui il difficile comincia adesso; ma le proporzioni della vittoria sono state in qualche modo stupefacenti. Non è un caso che i media americani non facciano altro che rimarcare quanto il rivale socialista di Hillary vada forte tra i giovani; e tantomeno casuali sono stati i temi toccati dal discorso tenuto dall'ex first lady al termine della deludente giornata: le diseguaglianze economiche, il ruolo pericoloso dei soldi in politica, i diritti umani troppo frequentemente traditi sono tutti punti chiave della campagna di Sanders, ma ieri sera sono diventati temi centrali dell'arringa di Hillary. Che forse ha scontato anche la tattica di presentarsi come la candidata delle donne e del femminismo: perché le donne scelte per supportare la sua campagna non sembrano aver convinto quelle del New Hampshire. Che alla fine - soprattutto quelle più giovani, spesso economicamente in difficoltà e deluse dalla politica - hanno votato per Sanders.

La sorpresa tra i repubblicani
A sorprendere in campo repubblicano, invece, non è stata la vittoria in sé di Trump, anche questa prevista dai sondaggi. E' stata la modalità con cui tale trionfo è avvenuto, e i nuovi equilibri creatisi in campo repubblicano. Perché il plurimiliardario dal parrucchino ossigenato, l'anti-«politicamente corretto» per eccellenza, l'anti-politico per antonomasia, l'esperto showman che tanto polarizza i sentimenti degli americani ha sbaragliato gli avversari conquistando non solo i voti di protesta, di chi vuole punire i palazzi del potere di Washington a prescindere dal partito di appartenenza; e neppure ha avuto esclusivamente le preferenze della destra estrema: Trump ha conquistato anche una buona fetta dell'elettorato moderato. Che ha punito Marco Rubio, vincitore morale dell'Iowa, qui scivolato in un misero quinto posto, ma anche Jeb Bush, relegato al quarto. Quanto a Ted Cruz, il trionfatore dell'Iowa, candidato del Tea Party che più si contende i voti di Trump, è finito al terzo posto, battuto dalla vera sorpresa di queste primarie, John Kasich, che si è conquistato la medaglia d'argento.

Le prossime sorprese
Ora, dunque, le dinamiche dello schieramento repubblicano rimangono una grande sorpresa. Perché fin qui i più moderati Marco Rubio, John Kasich, Jeb Bush e Chris Christie si sono tolti aria a vicenda, lasciando Trump e Cruz a giocarsi il voto dei più «estremisti». E la stretta competizione dei primi quattro - evidente anche nell'ultimo dibattito soprattutto negli attacchi di Christie a Rubio - ha finito per fare il gioco di Trump. Ma ora si voterà in stati molto diversi dall'Iowa e dal New Hampshire, dove tanto Trump, quanto Cruz, Rubio e Kasich potrebbero vincere la nomination. Lo stesso si dica per i democratici, con la Clinton che sembra destinata a prendersi qualche rivincita su Sanders, il quale però, forte di un inizio «col botto», potrebbe anche sorprenderci. Ad ogni modo, un elemento rimane per ora innegabile: nello stato dalle dinamiche forse più imprevedibili, a vincere sono stati gli outsider, i candidati dell'anti-establishment: l'uragano Trump e la rivoluzione Sanders. E questo rimane un risultato decisamente significativo per la tanto tradizionalista America.