21 agosto 2019
Aggiornato 09:00
Oggi premier Gb a Bruxelles

A che punto sono i negoziati di Cameron per evitare la Brexit

I negoziati per evitare l'uscita del Regno unito dall'Unione europea entrano oggi nel vivo, con la visita del primo ministro David Cameron a Bruxelles per incontrare Schulz e Juncker

LONDRA - I negoziati per evitare l'uscita del Regno unito dall'Unione europea entrano oggi nel vivo, con la visita del primo ministro David Cameron a Bruxelles. Cameron esige dai suoi partner europei delle riforme in quattro settori e in particolare chiede delle norme stringenti per scoraggiare l'immigrazione intra-europea. Secondo quanto riferiscono fonti della Bbc, l'intesa tra le parti sarebbe ormai a un passo.

Verso il referendum
Il premier conservatore ha promesso di organizzare entro il 2017 un referendum sulla permanenza del Regno unito nell'Ue. I sondaggi attribuiscono al momento un leggero vantaggio ai sostenitori della Brexit, l'uscita dei britannici dall'Ue.

Le trattative
Cameron sarà ricevuto oggi a Bruxelles dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, prima di incontrare il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz. E secondo fonti britanniche citate dalla Bbc, le due parti sarebbero vicine a concludere un accordo che consentirebbe a Londra di negare benefit a persone provenienti da altri Paesi dell'Ue per un massimo di quattro anni. La fonte vicina ai negoziati ha detto inoltre che il Regno Unito potrebbe mettere un «freno di emergenza» all'erogazione dei sussidi. Il primo ministro britannico chiederà inoltre a Juncker e Schulz alcune garanzie sul fatto che il rafforzamento annunciato della zona euro non avverà a discapito dei paesi che non sono membri della moneta unica, mentre sosterrà con forza la necesistà di migliorare la competitività dell'economia europea e di riconquistare la sovranità, concedendo maggiori poteri ai parlamenti nazionali.

Proposte Ue non abbastanza forti
Ma per il primo ministro britannico, le proposte di riforma dell'Unione europea che sono discusse in risposta alle richieste della Gran Bretagna «non sono ancora abbastanza forti»«Sono incoraggiato che si stiano facendo avanti idee che hanno una certa forza ma ancora non ci siamo. Non sono ancora abbastanza forti», ha detto alla radio della Bbc prima dei previsti colloqui a Bruxelles con Jean-Claude Juncker.  «E' incoraggiante che persone come quelle della Commissione Europea si facciano avanti con nuove idee, ma c'è ancora moltra strada da fare prima di vedere qualcosa su cui possiamo realmente essere d'accordo», ha spiegato ancora Cameron, «Ci saranno negoziati duri, molti colloqui accesi ma è incoraggiante che qualcosa che prima mi era stato detto essere impossibile ora sembri possibile»«Non darò il mio accordo a qualcosa che non abbia la forza e il peso di quello che ci serve per risolvere i problemi che abbiamo. Sono preparato per essere paziente», ha aggiunto con una battuta l'inquilino di Downing Street. I colloqui con Juncker dovrebbero concentrarsi sulla 'frenata' d'emergenza alla migrazione che accolga la cruciale ma controversa richiesta di Cameron: un'attesa di quattro anni prima che i lavoratori di altri Paesi dell'Unione europea in Gran Bretagna possano rivendicare pagamenti dalla previdenza pubblica. Se il premier britannico arrivare a un accordo al vertice del mese prossimo, dovrebbe poi indire un referendum a giugno sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Ue; una consultazione che metterebbe in bilico anche il suo futuro politico. Cameron ha delineato quattro macro-aree per un'intesa: sussidi ai lavoratori Ue, salvaguardie contro ulteriore integrazione politica nell'Ue, protezione dei Paesi che non adottano l'euro e l'incremento della competitività economica. La maggior parte sono raggiungibile, secondo responsabili di Bruxelles, ma finora il maggior punto di scontro è stata l'insistenza di Cameron che i lavoratori in Gran Bretagna attendano quattro anni prima di rivendicare pagamenti del welfare come crediti fiscali o agevolazioni sull'alloggio.

(Con fonte Askanews)