20 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Rotto un tabù

Iran, per la prima volta si parla pubblicamente di successione Khamenei

Ali Akbar Hashemi Rafsanjani vuole diventare guida suprema dell'Iran e spariglia le carte. Una commissione di religiosi iraniani sta esaminando i potenziali candidati a occupare la massima carica dello Stato.

TEHERAN - Ali Akbar Hashemi Rafsanjani vuole diventare guida suprema dell'Iran e spariglia le carte. Lo fa rompendo un tabù: della successione a leader della Rivoluzione islamica non si parla pubblicamente e lui ha osato, rivelando che una commissione di religiosi iraniani sta esaminando i potenziali candidati a occupare la massima carica dello Stato. Un modo per balzare in prima linea nel dibattito verso un duplice, cruciale appuntamento elettorale in programma il prossimo febbraio: le elezioni legislative e quella, che si svolge ogni 10 anni, dell'Assemblea degli Esperti, unico organo che ha la prerogativa di nominare, supervisionare e addirittura rimuovere dalla sua carica la guida suprema.

L'attuale guida suprema, il 75enne ayatollah Ali Khamenei, ha subìto un intervento chirurgico per un tumore alla prostata lo scorso anno; ma nonostante la delicata operazione, il dibattito pubblico su chi gli sarebbe succeduto non ha mai preso slancio negli ambienti ufficiali.

Stamane, il sito on-line della tv al Arabiya, scrive che con l'avvicinarsi della data delle elezioni (previste nel febbraio prossimo) del Consiglio degli Esperti, la questione è destinato ad essere affrontata. Da parte sua il presidente moderato Hassan Rohani, forte della firma a luglio dello storico accordo nucleare, spera di vincere la maggioranza dei seggi sia in parlamento che in seno all'Assemblea degli Esperti e che si terranno nello stesso giorno.

«L'Assemblea degli Esperti agisce quando c'è bisogno di nominare un nuovo leader. Ora si stanno preparando per questo e stanno esaminando le opzioni», come ha riportato ieri l'agenzia di stampa dei lavoratori iraniani (ILNA) attribuendo la frase proprio a Rafsanjani, che è un solido alleato di Rohani. «Hanno nominato un gruppo per preparare un elenco di persone adeguate» al ruolo, come ha aggiunto Rafsanjani.

Negli ultimi dieci anni, i conservatori hanno sempre ottenuto più seggi sia nell'Assemblea degli Esperti che in parlamento. E questo perché tutti i candidati sono controllati da un'altro potente organo: il Consiglio dei Guardiani dell Costituzione, i cui membri più influenti sono scelti direttamente o indirettamente dalla guida suprema.

In Iran, il leader supremo è il comandante in capo delle forze armate e nomina i vertici della magistratura. Inoltre i ministri chiave vengono selezionati con il suo consenso e ha l'ultima parola anche in materia di politica estera. Khamenei, secondo leader supremo del Paese, è stato scelto nel 1989 dopo la morte del fondatore della Repubblica Islamica imam Ali Khomeini.

Lo scorso novembre, Rafsanjani, aveva annunciato la propria candidatura all'Assemblea degli Esperti. In quell'occasione l'ex presidente aveva anche ventilato l'idea che l'Assemblea potrebbe aprirsi verso la scelta di «un consiglio» collettivo invece di di un singolo ayatollah. La scorsa settimana, uno dei nipoti di Khomeini, Hassan, ha annunciato la propria candidatura all'Assemblea degli Esperti.

(con fonte Askanews)