7 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Sul nodo immigrati comunitari

Brexit, Londra apre al compromesso con l'Ue

La Gran Bretagna è disposta ad ascoltare proposte alternative alla sua richiesta di porre limiti sui servizi previdenziali per gli immigrati provenienti dall'Unione

BRUXELLES - La Gran Bretagna è disposta ad ascoltare proposte alternative alla sua richiesta di porre limiti sui servizi previdenziali per gli immigrati provenienti dall'Unione. Lo ha detto il ministro degli Esteri Philip Hammond, apparentemente aprendo la porta a un compromesso sul principale ostacolo a un accordo per evitare la Brexit. Molti leader dei 27 partner europei di Londra sono contrari alla richiesta e ieri la stampa britannica scriveva che il premier David Cameron era pronto a rinunciare all'idea di far attendere quattro anni gli immigrati dalla Ue che lavorano in Gran Bretagna prima di aver diritto ai pagamenti previdenziali.

Verso il referendum
Cameron ha promesso di tenere un referendum sull'appartenenza di Londra all'Unione entro il 2017 e ha annunciato che farà campagna per restare nella Ue se riuscirà ad ottenere un accordo per la riforma delle condizioni di partecipazione di Londra alla Ue. Parlando all'inizio della riunione dei ministri degli Esteri Ue a Bruxelles, Hammond ha negato che Cameron abbia rinunciato al sua piano, ma ha aggiunto «abbiamo sentito che molti nostri partner in Europa hanno preoccupazioni in merito». «Finora non abbiamo ascoltato controproposte, non abbiamo ascoltato suggerimenti alternativi che avranno lo stesso effetto in modo diverso» ha detto Hammond. «Ma abbiamo chiarito molto bene che se c'è chi ha altre idee che presenterà su questa agenda così importante per il popolo britannico, siamo assolutamente pronti ad ascoltarle e siamo pronti a dialogare».

I piani B di Bruxelles
Fonti diplomatiche europee hanno detto all'Afp la settimana scorsa che la Ue stava esaminando un possibile «freno in emergenza» sui migranti invece del piano di Cameron. Il piano Ue consentitrebbe alal Gran Bretagna di limitare l'immigrazione dalla Ue se ritiene che i suoi servizi pubblici siano sopraffati o rileva abusi previdenziali.

Manca il consenso
Le speranze di un'intesa anti-Brexit al prossimo vertice di giovedì e venerdì sono state deluse dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che ha detto che manca il consenso sulla proposta del regime previdenziale per i migranti Ue. Secondo gli altri leader violerebbe i principi Ue di libera circolazione dei lavoratori. Tusk ha aggiunto che attende un accordo al prossimo vertice di febbraio dato che c'è un ampio consenso sulle altre richieste. Tra queste maggiore equità verso Paesi, come la Gran Bretagna, che non usano l'euro, la possibilità di non aderire alle aspirazioni Ue di una «unione sempre più stretta» e maggiore competitività economica.

(Con fonte Askanews)

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