15 aprile 2021
Aggiornato 09:30
Politiche europee

Bruxelles vuole altra sovranità per la guardia di frontiera «federale»

La polizia di frontiera europea sarebbe composta di 1.000-2.000 uomini, provenienti da una riserva apposita costituita in diversi Stati membri e pronta a essere mobilizzata in due-tre giorni, per andare a sorvegliare i confini esterni dello spazio Schengen in caso di crisi non gestibile da parte del paese responsabile.

BRUXELLES - Martedì 15 dicembre, a Strasburgo, la Commissione europea presenterà una proposta legislativa per la creazione di una vera e propria guardia di frontiera e guardacoste dell'Ue che, se approvata dai governi e dall'Europarlamento, comporterebbe una cessione importante di sovranità da parte degli Stati membri in un settore (la difesa dei confini) che è stato finora tradizionalmente ed esclusivamente appannaggio dei poteri nazionali.
Secondo anticipazioni di stampa, la polizia di frontiera europea sarebbe composta in particolare di 1.000-2.000 uomini, provenienti da una riserva apposita costituita in diversi Stati membri e pronta a essere mobilizzata in due-tre giorni, per andare a sorvegliare i confini esterni dello spazio Schengen in caso di crisi non gestibile da parte del paese responsabile.
Questo intervento di tipo «federale» potrebbe avvenire, teoricamente, anche contro il volere dello Stato membro interessato, se la Commissione europea lo giudicherà necessario dopo aver chiesto a quel paese di risolvere rapidamente la crisi con le proprie forze e aver constatato il fallimento del tentativo. Solo l'opposizione di una maggioranza qualificata di Stati membri potrà bocciare una simile proposta della Commissione.

La proposta prevede che sia Frontex ad assumere la capacità operativa
Quella sulla guardia di frontiera e guardacoste europea sarà la più importante delle otto proposte del terzo pacchetto della Commissione per far fronte alla crisi migratoria, costruire una vera e propria politica comune dell'immigrazione e dell'asilo, rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell'Unione, tutelare il mantenimento della libera circolazione delle persone nello spazio di Schengen.
La proposta prevede che sia l'agenzia Frontex ad assumere la capacità operativa e il ruolo di autorità pubblica, con poteri di polizia che potrebbero essere definiti «federali», necessari a esercitare la sorveglianza diretta delle frontiere esterne. Frontex avrà anche il potere di espellere e rimpatriare con propri voli direttamente i migranti irregolari «economici», quelli, cioè, a cui non sarà stato riconosciuto il diritto d'asilo.

Scontato l'appoggio franco-tedesco
La Commissione dà per scontato l'appoggio dell'asse franco tedesco, ma si attende una forte opposizione da parte di alcuni paesi, in particolare quelli dell'Europa centro orientale (a partire dalla Polonia), gelosi della propria sovranità per il controllo delle frontiere e già ai ferri corti con Bruxelles per l'imposizione del «metodo comunitario» e delle decisioni a maggioranza qualificata (attuate finora con il contagocce) nella vicenda delle «relocation», il ricollocamento negli altri Stati membri di una parte dei rifugiati giunti in Italia e Grecia.
La proposta sarà presentata dalla Commissione alla stampa e alla plenaria del Parlamento europeo nel pomeriggio del 15 dicembre, e poi discussa dai capi di Stato e di governo al prossimo Consiglio europeo a Bruxelles, il 17 e 18 dicembre.

Merkel: Problema migranti non si risolve con blocco frontiera
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha difeso in un'intervista pubblicata oggi, il suo rifiuto di bloccare le frontiere tedesche di fronte all'afflusso di migranti, alla vigilia del congresso del Cdu e del summit europeo di giovedì e venerdì prossimi. «Lavoro a un numero ridotto (di migranti che arrivano in Germania) ma è illusorio credere che il problema dei rifugiati possa essere risolto alla frontiera tedesco-austriaca. I grandi movimenti di rifugiati possono essere affrontati solo attraverso la cooperazione internazionale», ha detto la cancelliera all'Augsburger Allgemeine.
«Siamo favorevoli alla libera circolazione di persone, beni e servizi. E nessun paese ne ha bisogno come la Germania. Ma non può funzionare a lungo termine se non con frontiere esterne dell'Unione europea protette», ha commentato Merkel.