12 dicembre 2019
Aggiornato 19:00

Siria, il Cremlino invita a unire gli sforzi. Ma tra Usa e Damasco è tensione

Mentre il Cremlino spinge per una coalizione internazionale in funzione anti-Isis e De Mistura per una soluzione politica, Damasco accusa Washington di aver bombardato un campo dell'esercito siriano

DAMASCO - La Russia crede ancora che per combattere il terrorismo su scala internazionale sia necessaria una coalizione unita e il coordinamento degli sforzi della comunità mondiale. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov scrive Interfax.

Minaccia per tutti noi
«Riteniamo che il terrorismo internazionale, e in questo caso fenomeni come l'Isis, che è stato capace di occupare larga parte del territorio di diversi Paesi come Siria e Iraq, rappresenti certamente una minaccia per tutti noi, per tutti i Paesi allo stesso livello - ha dichiarato Peskov commentando le parole di Obama - Il presidente Putin e altre personalità russe a vari livelli hanno enfatizzato varie volte la nostra convinzione che un'effettiva controffensiva a questi pericolosi sviluppi sia possibile soltanto sulla piattaforma di una coalizione unita e un concreto coordinamento di ogni sforzo».

De Mistura: soluzione politica
Non si può sconfiggere l'Isis «senza una soluzione politica in Siria», ha dichiarato l'Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «Combattere Daesh con la forza militare si deve e si puó, perché loro lo fanno contro di noi. Ma non si può vincere se non si lavora per una soluzione politica in Siria e per isolare Daesh».

Un raid Usa incriminato
Ma le tensioni tra gli attori presenti in Siria non sono ancora finite. Il ministro degli esteri siriano in televisione ha fermamente condannato il raid della coalizione a guida statunitense contro un campo dell'esercito siriano. In una dichiarazione rilanciata dalla televisione, il ministero denuncia «questa evidente aggressione da parte delle forze della coalizione guidata dagli Usa, in chiara violazione della carta delle Nazioni Unite». Ieri un raid della coalizione internazionale diretta dagli Usa ha colpito per la prima volta un campo di addestramento delle forze regolari siriani. L'attacco aereo ha fatto 4 morti tra i soldati di Damasco. Il raid ha preso di mira, dice l'Osservatorio Siriano per i diritti umani, «un campo di addestramento dell'esercito a Deir Ezzor, a due chilometri circa da una località sotto controllo dell'Isis».  

Le proteste di Damasco
Il Ministero degli Esteri siriano ha inviato una nota di protesta al Segretario Generale dell'Onu e al Consiglio di sicurezza degli Stati Uniti, per i raid della coalizione a guida Usa su posizioni dell'esercito siriano a Deir Ez-Zor, nella parte centro occidentale del Paese. «La Siria condanna fermamente l'atto di aggressione da parte della coalizione guidata dagli Usa che contraddice la carta delle Nazioni Unite sugli obiettivi e i principi» dice la nota secondo l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana.

La smentita Usa
Ma la coalizione a guida Usa ha smentito di aver effettuato alcun raid contro l'esercito regolare siriano. «Siamo al corrente delle notizie che sono state divulgate ma noi - ha detto il portavoce della coalizione colonnello Steve Warren - non abbiamo effettuato alcun raid a Deir Ezzor ma a 55 chilometri di distanza».

(Con fonte Askanews)