9 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Scambiato per un terrorista palestinese

M.O., aperta inchiesta sull'eritreo linciato per errore

Le autorità israeliane hanno avviato un'inchiesta sulla morte del richiedente asilo eritreo Haftom Zarhum, 29 anni, avvenuta ieri sera a Beersheva, nel Sud di Israele, poco dopo un'aggressione mortale a un soldato israeliano da parte di un arabo israeliano

GERUSALEMME - Le autorità israeliane hanno avviato un'inchiesta sulla morte del richiedente asilo eritreo Haftom Zarhum, 29 anni, avvenuta ieri sera a Beersheva, nel Sud di Israele, poco dopo un'aggressione mortale a un soldato israeliano da parte di un arabo israeliano.

Prima ricostruzione
Stando a una prima ricostruzione, ieri sera Mohannad Al-Aqaby, arabo-israeliano di 21 anni armato di fucile e coltello, ha ucciso un soldato di 19 anni e ne ha feriti altri 10 a una stazione di autobus di Beershava, prima di essere freddato dalle forze di sicurezza. Poco dopo un addetto alla sicurezza della stazione degli autobus ha aperto il fuoco contro il richiedente asilo, convinto fosse un altro aggressore. Zarhum si era invece recato a Beersheva per ottenere un visto e stava tornando a casa.

Una scena terribile
Un filmato diffuso su internet lo mostra in una pozza di sangue che viene percosso dalla folla, tra cui anche un soldato, mentre alcune persone cercano di proteggerlo. Le persone lo prendono a calci, gli gettano addosso una panca e lo bloccano a terra con una sedia. Interpellato da al Jazeera, il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha confermato che Zarhum è stato scambiato per un altro: «L'uomo è stato colpito da passanti e singoli individui che erano nella zona. La polizia sta ora indagando e ha ottenuto il filmato registrato dalle telecamere di sorveglianza».

Esito tragico
Sari Bashi, direttore di Human Rights Watch per Israele/Palestina, ha definito la morte di Zarhum «un tragico ma prevedibile esito del clima in cui alcuni politici israeliani incoraggiano i cittadini a farsi giustizia da soli». Dall'inizio di ottobre Israele è stata investita da un'ondata di attacchi da parte di singoli palestinesi armati di coltelli: ad oggi sono almeno otto gli israeliani uccisi, e decine quelli feriti, mentre sono oltre 40 i palestinesi morti, tra cui diversi aggressori. Le nuove violenze sono scoppiate dopo settimane di tensioni attorno al sito sacro di Al Aqsa, a Gerusalemme.

La condanna di Netanyhau
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato ogni forma di giustizia sommaria all'indomani della morte di un richiedente asilo eritreo. «Noi siamo un Paese che rispetta la legge. Nessuno deve farsi giustizia da solo», ha detto il premier in un vertice con il suo partice, il Likud.

(Con fonte Askanews)