16 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
L'incarico va a Ahmet Davutoglu

Erdogan affida il mandato per il governo provvisorio. Nuove elezioni a novembre

I partiti d'opposizione, Partito repubblicano del popolo (Chp) e Partito del movimento nazionalista (Mhp), si sono rifiutati di far parte di un governo elettorale. E' attesa la conferma della data delle elezioni anticipate, prevista al momento intorno al 1 novembre

ANKARA (askanews) - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha incontrato il premier Ahmet Davutoglu affidandogli l'incarico di formare un governo provvisorio in vista del voto anticipato. Ieri sera Erdogan ha annunciato elezioni anticipate che per la presidenza «sono diventate una necessità» dopo il fallimento dei tentativi di formare una coalizione di governo a seguito delle elezioni del 7 giugno.

Una situazione senza precedenti in Turchia
Si tratta di una situazione senza precedenti nella storia della Turchia moderna: mai prima d'ora i partiti non sono riusciti a trovare un'intesa per formare una coalizione e sono state necessarie elezioni anticipate. La data del voto dovrebbe essere confermata oggi dalla Commissione elettorale turca, ha riferito la tv Ntv. La Commissione ha già proposto al data del 1 novembre, sostenuta anche da Erdogan, che mira con il voto a riottenere la maggioranza assoluta in parlamento per il suo Partito per la giustizia e lo sviluppo Akp. I partiti d'opposizione, Partito repubblicano del popolo (Chp) e Partito del movimento nazionalista (Mhp), si sono rifiutati di far parte di un governo elettorale.

Erdogan mira a riottenere la maggioranza assoluta con l'Akp
Davutoglu sarà quindi costretto a formare un governo provvisorio con il filocurdo Partito per la democrazia del popoli (Hdp) oltre che con figure fuori dal parlamento. La prospettiva di un'alleanza per un governo ad interim con l'Hdp è particolarmente imbarazzante per Davutoglu che ha accusato il partito di essere una copertura per il ribelli curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan, contro i quali da fine luglio l'esercito ha ripreso una massiccia offensiva. Erdogan spera di uscire più forte dal nuovo voto, con l'obiettivo di riformare la presidenza affidandole pieni poteri esecutivi. Ma per far questo l'Akp ha bisogno di una maggioranza di almeno tre quinti del parlamento, 330 seggi, per poter cambiare la costituzione indicendo poi un referendum confermativo. Con una maggioranza di due terzi, 367 seggi, sono possibili modifiche costituzionali senza il vaglio del referendum.