Decapitazione dell'archeologo di Palmira, ecco le accuse dell'Isis
Il suo corpo è stato appeso ad un palo della luce e non a una colonna romana, dopo essere stato umiliato e poi ucciso dai jihadisti dello Stato Islamico (Isis): ecco i capi d'accusa a cui si appella l'Isis
DAMASCO (askanews) - Il suo corpo è stato appeso ad un palo della luce e non a una colonna romana, dopo essere stato umiliato e poi ucciso dai jihadisti dello Stato Islamico (Isis). l'ex capo della direzione generale delle antichità e dei musei della città romana di Palmira in Siria, Khaled Asaad, è stato prima ucciso con un coltello e poi decapitato in strada davanti a una folla dopo il tramonto, come ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani.
Ostaggio
Asaad, 82 anni, era stato preso in ostaggio dai jihadisti sopo che questi, a maggio, sono riusciti a prendere possesso del sito archeologico. La macabra immagine dell'ennesima vittima dell'Isis è stata diffusa in rete dai jihadisti su Twitter. Appeso ad un palo si vede il corpo decapitato con attaccato sopra un cartello con su scritto il nome della vittima con l'aggiunta «apostata e partigiano del regime sciita» del presidente Bashar al Assad.
I capi d'accusa
Sotto il nome vengono elencati 5 capi d'imputazione che hanno convinto i terroristi a sgozzare la loro vittima: «Rappresentante della Siria nelle conferenze della blasfemia»; «Direttore delle statue archeologiche di Palmira»; «Ha visitato l'Iran partecipando alla festa per la vittoria della rivoluzione di Khomeini», fondatore della Repubblica Islamica iraniana di confessione sciita; infine altre due accuse che riguardano «legami» della vittima con esponenti del regime di Damasco.
Da 50 anni su Palmira
Khaled Asaad ha lavorato per 50 anni su Palmira, sito UNESCO patrimonio dell'umanità, ed è considerato uno dei più grandi esperti della materia, Secondo il direttore delle belle arti siriane Maamoun Abdulkarim, la famiglia ieri gli ha comunicato che Asaad è stato ucciso e che il suo corpo è stato appeso a una colonna nella piazza principale di Palmira. «La costante presenza di questi criminali nella città è una vergogna e un cattivo presagio per ogni colonna e per ogni frammento archeologico lì preservato», ha detto ancora il funzionario . Palmira rappresenta uno dei principali siti archeologici nel Medio Oriente. I jihadisti dell'Isis hanno già distrutto diversi insediamenti storici nel territorio da loro controlato. L'Unesco ha detto che l'eventuale distruzione della città sarebbe «una perdita enorme per l'umanità».
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