19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Per i suoi detrattori, chiaro tentativo di restaurare l'Urss

Kirghizistan nell'Unione Eurasiatica: altro punto per Putin

E siamo a cinque: un'altra delle repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale, il Kirghizistan, entra oggi a far parte dell'Unione Economica Eurasiatica, la comunità di stati ideata da Nursultan Nazarbajev, sostenuta da Vladimir Putin e, per i suoi detrattori, tentativo di restaurare l'Urss

MOSCA (askanews) - E siamo a cinque: un'altra delle repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale, il Kirghizistan, entra oggi a far parte dell'Unione Economica Eurasiatica, la comunità di stati ideata da Nursultan Nazarbajev, sostenuta da Vladimir Putin e, per i suoi detrattori, chiaro tentativo di restaurare l'Urss. L'Unione, nata il primo gennaio 2015, già comprende Russia, Kazakistan, Bielorussia e Armenia. Un drappello sempre più significativo, tra l'avanzare della Cina, il burrone delle sanzioni occidentali che continuano a rappresentare un enorme ostacolo per il commercio tra Mosca e l'Europa.

Tutelati gli interessi dei Paesi membri
Il 23 dicembre 2014 al Cremlino, era stato firmato l'accordo che ha sancito l'ingresso odierno del Kirghizistan nell'Unione, mentre a inizio agosto è stata ratificata l'intesa che consente a Bishkek di essere, a pieno titolo, il quinto membro dell'Unione. «È stato appena firmato il trattato di adesione del Kirghizistan», aveva annunciato Putin davanti alla stampa. «Siamo convinti che l'adesione di Armenia e Kirghizistan nell'Unione economica eurasiatica corrisponde agli interessi fondamentali nazionali di questi paesi», aveva detto il leader russo.

Integrazione profonda
Chiaro che a fronte di rapporti sempre più complicati con Kiev e l'Unione europea, quello che era un processo di consolidamento già avviato, in parte dello spazio ex sovietico, si trasforma in un rituale inevitabile. Per Putin «il lavoro comune» non è stato semplice, ma ora è iniziata «una fase di integrazione più profonda. Tutti i partecipanti al processo di integrazione sentono già gli effetti di tale processo».

Accordi di mercato comune
Produzione industriale, agricoltura, trasporti e successivamente energia rientreranno negli accordi di mercato comune, ma a scaglioni. L'intenzione è avere già dal 2017 un mercato comune dell'energia elettrica e successivamente quello del petrolio e di altri tipi di energia. Tuttavia le questioni monetarie, soprattutto alla luce di un rublo sempre più debole, iniziano a farsi complicate: stridono in particolare gli interessi tra Mosca e Astana, mentre il bielorusso Aleksandr Lukashenko continua ad alzare la posta, da uno dei Paesi più poveri dell'Unione, ma tra i più vicini alla Ue. Vicino quanto lo era anche l'Ucraina.

Lo scopo dell'Unione resta comunque favorire una maggiore coesione economica tra gli stati, componenti dell'organizzazione, creando un'area dove la libera circolazione delle merci e dei capitali possa favorire la crescita di tutti i suoi membri. Un movimento evidentemente opposto rispetto a quello determinato dalla rottura di quell'uovo che era l'Unione Sovietica.

Tuttavia il Kirghizistan ha mantenuto un elenco di prodotti per i quali, durante un periodo transitorio, sarà necessario applicare aliquote doganali di importazione in vigore precedentemente. La lista si compone di 163 articoli e comprende 25 gruppi di prodotto.

Politicamente il Kirghizistan resta una pedina strategica per il Cremlino. Non a caso lo stesso Putin ha interrotto la famosa e chiacchieratissima assenza di marzo (dopo l'omicidio di Boris Nemtsov) incontrando il 16 marzo il presidente kirghizo, Almazbek Atambayev, a San Pietroburgo: chiaro segnale che Atambayev rappresenta un alleato fidato. Soprattutto dopo il tentativo di rivoluzione colorata (dei Tulipani) vissuto da Bishkek dal 2005 al 2010, e gli anni di violenze e incertezze, concluse proprio con il ritiro di Roza Otunbayeva, l'oppositrice che lasciò libero il passaggio all'attuale leader verso le urne nel 2011.

E per l'attuale presidente kirgizo, il passo odierno è vitale. "Il fatto che noi firmiamo per l'adesione all'Unione euroasiatica il 23 dicembre - aveva detto al Cremlino - è significativo. Ieri è stata la notte più lunga e io spero che per noi dopo di questo tornerà ad allungarsi il tempo per la luce".