23 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Sistematico e deliberato attacco su Rafah, uccisi 135 civili

Amnesty denuncia i crimini di guerra compiuti da Israele

Amnesty International ha accusato oggi Israele di avere compiuto crimini di guerra, uccidendo almeno 135 civili in rappresaglia alla cattura di un soldato dello Stato ebraico durante la guerra di Gaza nell'estate del 2014. L'organizzazione ha denunciato attacchi sproporzionati ai danni dei palestinesi

ROMA (askanews) - Amnesty International ha accusato oggi Israele di avere compiuto «crimini di guerra» uccidendo «almeno 135 civili» in rappresaglia alla cattura di un soldato dello Stato ebraico durante la guerra di Gaza nell'estate del 2014. «Nuove prove mostrano che le forze israeliane hanno compiuto crimini di guerra in rappresaglia alla cattura di un soldato. Il carattere sistematico e apparentemente deliberato degli attacchi aerei e terrestri du Raha, che hanno ucciso almeno 135 civili può ugualmente costituire un crimine contro l'umanità», ha spiegato l'ong in un rapporto pubblicato con il centro di ricerca londinese Forensic Architecture.

Attacchi sproporzionati e indiscriminati
Israele «ha compiuto una serie di attacchi sproporzionati e indiscriminati» sulla regione di rafah, nel Sud della Striscia di gaza, e «non ha condotto inchieste indipendenti su questi eventi», ha insistito Amnesty International. Il rapporto «Venerdì nero: strage a Rafah» si fonda su «centinaia di foto e video, immagini satellitari e testimonianze di persone che hanno assistito agli avvenimenti» e che ricostruiscono il corso degli eventi dall'inizio degli attacchi, il primo agosto 2014. Nello stesso giorno fu annunciata la scomparsa del militare israeliano Hadar Goldin, dichiarato ufficialmente morto l'indomani. Amnesty ha chiesto che «quanti sono sospettati di aver ordinato o commesso crimini di guerra» siano perseguiti dalla giustizia.

La denuncia dell'Olp
Intanto, Hanan Ashrawi, alto dirigente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) ha affermato che l'ordine del governo israeliano di costruire «immediatamente» 300 nuovi alloggi in Cisgiordania è «un crimine di guerra". "Queste misure di colonizzazione e crimini di guerra fanno parte di un piano dei dirigenti israeliani per imporre il 'Grande Israele' sulla Palestina storica e distruggere la soluzione dei due Stati e le possibilità di pace», ha concluso Ashrawi.

Colonialismo
Il governo del premier Benjamin Netahyahu ha dato il via libera per la costruzione di 300 nuovi alloggi nella colonia di Beit-El, dove ieri la polizia era intervenuta - scontrandosi con i coloni - per sgomberare e demolire due edifici dichiarati illegali da una sentenza della Corte Suprema dello Stato ebraico. L'ufficio del premier ha precisato che l'autorizzazione riguarda un progetto avviato già tre anni fa come compensazione della demolizione delle case costruite senza autorizzazione in un'altra zona della colonia.