11 aprile 2021
Aggiornato 23:00
Nonostante la retorica anti-russa di Washington

Putin per gli americani? Odi et amo (e sempre più pop)

Nonostante la retorica Usa fortemente anti-russa, a sorpresa - per l'esperto - la popolarità di Putin tra gli americani starebbe crescendo: anti-Obama per eccellenza, leader forte e autorevole, particolarmente apprezzato negli ambienti militari. In fondo, Usa e Russia sono così diverse e così «nemiche»?

WASHINGTON – I rapporti tra Russia e Stati Uniti, si sa, si inaspriscono di settimana e settimana, al punto da rievocare il gelido clima della Guerra Fredda. Eppure, secondo Andrei Korobkov, docente di Scienza Politica presso la Middle Tenessee State University, l’annosa questione dei rapporti tra Washington e Mosca non può essere liquidata con il paragone al pre-1989: anzi, ci sarebbe più di una speranza che i due rivali possano trovare un terreno comune.

Crescita di interesse per Mosca
Certo, il periodo storico è particolarmente difficile: gli States sono in piena campagna elettorale, e la propaganda anti-russa costituirà di certo un aspetto fondamentale almeno della retorica repubblicana. Anche la posizione di Hillary Clinton, però, è spiccatamente anti-Putin: per questo, dovremo aspettarci che la «russofobia» americana si infuochi durante i comizi. Una retorica che, puntualizza Korobov, non è mai stata tanto dura dai tempi di Stalin. Eppure, ci sono segnali paradossali  e interessanti che mostrano come la percezione della Russia da parte degli americani non sia così univoca come si potrebbe credere. Innanzitutto, negli ultimi vent’anni l’interesse verso Mosca era nettamente diminuito. Nell’ultimo periodo, invece, il Congresso ha ricominciato a finanziare programmi di ricerca e di studio sulla Russia: il che non indica necessariamente un miglioramento nei rapporti, ma di certo maggiore interesse e considerazione per quel mondo.

Putin sempre più popolare
Secondo Korobov, inoltre, la popolarità di Putin negli Stati Uniti sarebbe inaspettatamente in crescita. Questo, sia a destra – tra i critici del Presidente Usa, che vedono in Putin l’anti-Obama per eccellenza –, sia a sinistra – tra chi punta il dito sulla politica estera americana –. La popolarità di un leader straniero che contraddice in toto i valori Usa è in netta crescita: è inusuale, eppure è così. Inusuale tanto più se si pensa che l’immagine di Putin costruita dai media americani è nettamente negativa. Eppure, quanto più la retorica americana si inasprisce, tanto più sulla testa del leader del Cremlino diviene visibile quell’«aura di potere» che gli americani (come i russi) non possono fare a meno di rispettare.

Rispetto per il leader forte
E non è un caso che – per Korobov – la popolarità di Putin sia in crescita proprio negli ambienti militari, orientati ad apprezzare la figura del «leader forte». Così, quando si parla di nuova Guerra Fredda, bisogna fare le dovute distinzioni: oggi la Russia non è più percepita come il principale nemico degli Usa, molto più preoccupati per Cina e Medio Oriente. Così, il processo di «demonizzazione» attuato dai media americani non dà gli stessi effetti di trent’anni fa: «beffardamente, esso porta a risultati addirittura opposti, in quanto rafforza l’immagine pubblica di Putin e accresce l’interesse verso la Russia», spiega Korobov. Non solo: la convinzione generalizzata della totale diversità di valori e visione del mondo tra Stati Uniti e Russia, secondo l’esperto, non è così fondata. Perché gli Usa sono un Paese molto più conservatore di quanto si possa pensare, proprio come lo è la Russia. La psicologia delle due nazioni sarebbe dunque molto simile. Ma anche dal punto di vista geopolitico, per Koborov, Mosca e Washington non rimarranno «acerrime nemiche» troppo a lungo: innanzitutto perché l’America ha bisogno della Russia in molti campi di battaglia: l’Isis, la Corea del Nord e l’Iran. «Ci sono troppi problemi impossibili da risolvere senza la Russia». Ecco perché, nonostante tutto, i venti della nuova «Guerra Fredda», in un modo o nell’altro, saranno costretti a placarsi.