15 settembre 2019
Aggiornato 22:00
La denuncia del portavoce del Cremlino

Tra Putin e il Papa l'ombra di Washington

Russia Today svela un retroscena sull'incontro tra Putin e il Papa: Washington, attraverso il suo ambasciatore presso la Santa Sede, avrebbe cercato di influenzare il Pontefice sul comportamento da tenere con il capo del Cremlino. Missione compiuta?

MOSCA – La visita di Vladimir Putin in Italia non è trascorsa senza forti tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Che già non hanno apprezzato la visita a Mosca, avvenuta lo scorso marzo, di Matteo Renzi, primo tra i leader occidentali a partecipare a una bilaterale con il capo del Cremlino dopo la crisi in Crimea. A maggior ragione, pare che gli Usa abbiano guardato con preoccupazione al «G7 alternativo» di Putin in Italia, di fronte al rischio che Roma diventi la sponda attesa da Mosca per uscire dall’isolamento.

Le raccomandazioni Usa al Papa
Russia Today racconta di uno spinoso retroscena dell’incontro tra il Papa e Putin: protagonisti, gli Stati Uniti. Per l’emittente russa, Washington avrebbe infatti cercato di «indottrinare» il pontefice sulle «raccomandazioni» da rivolgere a Putin. «Un attacco» – ha fatto sapere il portavoce del Cremlino – «alla sovranità e un tentativo di ‘istruire’ il Papa». Pare che, solo qualche ora prima dell’incontro, l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Kenneth Hackett abbia incoraggiato il Pontefice a prendere una dura posizione contro Vladimir Putin. Addirittura, per Hackett il Vaticano «potrebbe dire di più in merito alle preoccupazioni sull’integrità territoriale». A suo avviso, l’incontro sarebbe stato l'occasione perché Francesco sollevasse le sue perplessità sul ruolo della Russia nella crisi che ci sta trascinando in una nuova guerra fredda.

Tentativi di influenzare la politica estera altrui?
Eppure, secondo l’analisi dell’emittente russa, il Pontefice avrebbe mantenuto un basso profilo. Le sue esortazioni agli aiuti umanitari, alla pace e al dialogo non sarebbero andati oltre una posizione di neutralità, «scontentando» i suoi «indottrinatori» americani. Ovviamente, la mossa di Washington non è stata apprezzata dal Cremlino, che l’ha considerata un escamotage per influenzare la politica estera di un altro Stato. Per il portavoce di Putin, «è di certo uno sfacciato tentativo di sopprimere la sovranità di altre nazioni». «E questo», ha aggiunto, «è ciò che il presidente russo non ha mai apprezzato, e a cui ora si oppone fermamente». Di più: la pretesa di avere il «diritto di indottrinare il Papa» sarebbe una mossa del tutto nuova nella diplomazia internazionale, e una «grande responsabilità» di cui Washington dovrà rispondere.

Francesco e Putin, «partnership» storica
Eppure, nonostante le pressioni statunitensi, le relazioni tra Papa Francesco e Vladimir Putin hanno qualcosa di storico. Un report pubblicato su Crux, sito che segue da vicino il Vaticano,  ha parlato addirittura di un’«improbabile forte partnership», iniziata dopo che il Papa indirizzò una lettera a Putin nel 2013 – prima del G20 a Mosca – esortando i leader a trovare una soluzione pacifica al conflitto in Siria. In occasione del vertice, pare che Putin abbia letteralmente citato l’autorevole missiva, commentando: «Dovremmo ascoltare il Papa». Non solo. L’avvicinamento Russia-Vaticano sarebbe anche un segnale del tentativo di ripristinare l’unità dei cristiani, e di compiere un passo importante verso il superamento delle divisioni tra Cattolici e Ortodossi. Durante l’incontro di mercoledì, il Papa e Putin hanno parlato di un possibile incontro tra il Pontefice e Cirillo I, patriarca ortodosso di Mosca, in occasione di una visita di Francesco in Russia. Una visita storica: nessun Pontefice è mai stato in Russia; storica ancora di più, se avvenisse nonostante la crisi ucraina. E «nonostante» le pressioni di Washington.