20 novembre 2019
Aggiornato 15:49
Dopo gli scontri delle scorse ore

L'Onu lancia un appello per la fine delle violenze in Macedonia

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alla calma dopo i combattimenti tra polizia e un gruppo armato in Macedonia questo fine settimana. Gli scontri delle scorse ore a Kumanovo, località alla frontiera con il Kosovo, hanno fatto almeno 22 morti, tra cui 8 agenti di polizia macedoni e 14 membri di un gruppo armato di probabile origine albanese.

SKOPIE (askanews) - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alla calma dopo i combattimenti tra polizia e un gruppo armato in Macedonia questo fine settimana. «In questo delicato momento, Ban ha lanciato un appello a tutti i protagonisti a dare prova di massimo contegno e a evitare ogni dichiarazione o azione che potrebbe far salire la tensione», ha dichiarato il suo portavoce, Stephane Dujarric.

Ban sostiene gli appelli alla calma dell'Ue
Ban «è preoccupato per le recenti violenze a Kumanovo» e sostiene gli appelli alla calma lanciati dall'Unione Europea. Ha incoraggiato le autorità della Macedonia «a riaffermare l'adesione ai diritti fondamentali (...) promuovendo un ambiente in cui i punti di vista opposti possono essere liberamente espressi», ha aggiunto il portavoce. Trenta persone (diciotto delle quali kosovare) sono state incriminate per «terrorismo» in Macedonia, dopo i combattimenti che hanno contrapposto la polizia a un gruppo armato, di origini probabilmente albanesi, questo fine settimana a Kumanovo (nord), le violenze più gravi da quattordici anni a questa parte nel Paese.

22 morti
Gli scontri delle scorse ore a Kumanovo, località alla frontiera con il Kosovo, hanno fatto almeno 22 morti, tra cui 8 agenti di polizia macedoni e 14 membri di un gruppo armato di probabile origine albanese. «Otto agenti sono stati uccisi e 37 feriti", ha confermato alla stampa il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. "Sul fronte opposto, sono stati trovati 14 cadaveri in uniforme», ha aggiunto il portavoce, affermando che le vittime sarebbero parte di «un gruppo terrorista» formato da una trentina di persone, cittadini macedoni, kosovari e albanesi.

Quartiere musulmano assediato dalle forze dell'ordine
In questa repubblica ex jugoslava di 2,1 milioni di abitanti, a maggioranza slava-ortodossa, il quartiere musulmano di Kumanovo, nel Nord, è assediato da prima dell'alba di sabato 9 maggio dalle forze dell'ordine. Gli agenti sono sulle tracce di «un gruppo armato arrivato da un Paese vicino» con l'obiettivo di mettere a segno «un attentato terroristico contro le istituzioni dello Stato, con un sostegno locale».