15 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Turkish Stream o Southern Corridor?

Washington preoccupata dall'asse del gas Atene-Mosca

Evitare che la Grecia sigli un accordo multi-miliardario con la Russia per la posa di un gasdotto che rafforzerebbe l'asse Atene-Mosca. E' questo l'obiettivo di Washington, che vorrebbe convincere Atene ad aderire al suo Southern Corridor, abbandonando l'idea della bretella russa del Turkish Stream.

NEW YORK (askanews) - Evitare che la Grecia sigli un accordo multi-miliardario con la Russia per la posa di un gasdotto che rafforzerebbe l'asse Atene-Mosca.

L'obiettivo degli Usa
E' questo l'obiettivo degli Stati Uniti, che hanno mandato ad Atene un rappresentante del dipartimento di Stato per convincere il governo di Alexis Tsipras che quello proposto da Mosca - de facto una bretella da collegare al futuro Turkish Stream, tracciato dalla Russia al Mar Nero - è uno specchietto per le allodole e che la nazione ellenica diventerebbe più attraente agli occhi degli investitori senza legarsi troppo al Cremlino. Non solo. Resistendo al progetto russo, la Grecia aiuterebbe l'Europa a ridurre la sua dipendenza energetica da un Cremlino in cerca di un nuovo punto di ingresso in Europa per il suo gas naturale, per bypassare i gasdotti che corrono attraverso l'Ucraina, ai ferri corti con la Russia. A dirlo al New York Times è Amos J. Hochstein, l'inviato nella capitale greca del dipartimento di Stato: quello russo «non è un progetto economico...si tratta solo di politica».

Pro Southern Corridor
Nell'intervista concessa al quotidiano americano nel giorno dell'incontro con il ministro greco dell'Energia Panagiotis Lafazanis, Hochstein spiega che Washington preme affinché la Grecia abbracci invece il Southern Corridor, un progetto appoggiato dall'Occidente e che collegherebbe l'Europa alle scorte di gas naturale dell'Azerbaigian. Hochstein deve riuscire a convincere Tsipras che la sua nazione non deve cedere alle avance russe in merito al progetto discusso con Gazprom (il gigante dell'energia controllato dal Cremlino) chiamato Turkish Stream e che potenzialmente può generare miliardi di euro all'anno.

Turkish Stream o Southern Corridor?
Il progetto Turkish Stream è pensato dalla Russia per sostituire il defunto South Stream, a cui il presidente Vladimir Putin ha dovuto rinunciare per via di regole Ue che avrebbero reso l'opera poco attraente per Mosca, imponendo a Gazprom la condivisione del gasdotto con altri fornitori. South Stream, correndo sotto il Mar Nero, avrebbe portato gas in Europa attraverso la Bulgaria. Il progetto promosso dagli Usa invece - il Southern Corridor - prevede il coinvolgimento di più aziende come la britannica BP e di varie nazioni come Georgia e Turchia e unirebbe vari progetti che vanno dall'Azerbaigian all'Italia passando per la Grecia. «E' un progetto eccellente per la Grecia perché creerà un ammontare significativo di posti di lavoro», dichiara Hochstein.

Washington punta su Atene
«Vogliamo una politica energetica multi-livello ed indipendente e che sarà formata esclusivamente sulla base del nostro interesse nazionale, del popolo greco e ovviamente della cooperazione e della sicurezza energetica nella Regione e in Europa», ha detto Lafazanis dopo l'incontro con il funzionario Usa. Mentre la Grecia è protagonista di negoziati intensi con i creditori internazionali, Washington intende sottolineare il valore geopolitico della Grecia come avamposto Nato nella punta meridionale dei Balcani e come snodo importante per l'energia dall'Asia centrale.