26 gennaio 2020
Aggiornato 13:00
Nonostante i pronostici e alle accuse di indolenza

Al via il Cameron II

David Cameron ha sfidato i pronostici e chi lo accusa di indolenza, con una vittoria spettacolare alle legislative britanniche, anche se gli esperti prevedono tempi duri per lui, che resta con la bomba a orologeria della «Brexit», da lui stesso innescata.

LONDRA (askanews) - David Cameron ha sfidato i pronostici e chi lo accusa di indolenza, con una vittoria spettacolare alle legislative britanniche, anche se gli esperti prevedono tempi duri per lui, che resta con la bomba a orologeria della «Brexit», da lui stesso innescata.

Maggioranza assoluta
I conservatori hanno la maggioranza assoluta dei seggi a Westminster per la prima volta dal 1992 e Cameron formerà un nuovo governo senza bisogno di alleati, promettendo «un futuro migliore per tutti».  «L'assenza di una coalizione permette di ricompensare un numero molto più alto di suoi deputati» commenta Tony Travers, della London School of Economics (LSE). Potrebbe bastare per ammorbidire la destra euroscettica del suo partito, che ha vissuto molto male l'attribuzione di portafogli chiave ai liberaldemocratici filo-europei e di centro-sinistra nel primo governo Cameron.

Liberale conservatore
Nel suo discorso della vittoria stamani il più giovane inquilino del numero 10 di Downing Street in due secoli ha ritrovato accenti da «liberale conservatore» e sembra aver preso atto delle critiche di cui è stato bersaglio negli ultimi cinque anni. E' stato accusato di aver risanato l'economia a scapito delle classi meno agiate e di aver causato danni collaterali ai britannici per un'austerità che preferisce definire «decisioni difficili».

Le parole chiave
«Lavoro», «apprendistato», «alloggi», «dignità», «scuole funzionanti», Cameron II ha già espresso le sue preoccupazioni per il sociale, ma soprattutto ha confermato senza esitazione che entro due anni ci sarà il referendum sull'appartenenza del Regno unito all'Unione europea, "tema che ha condotto i Tories a sbranarsi negli ultimi decenni" commenta Tony Travers. Il 48enne patrizio ha cambiato bruscamente «body language» e linguaggio parlato negli ultimi dieci giorni di campagna, chiudendo con le comunicazioni asettiche e buttandosi sul tono "o me o il disastro" a pugni serrati e con il volto aggrottato, con uscite impensabili fino a qualche giorno fa. Come quando ha detto che i rivali laburisti possono mettersi il loro manifesto elettorale «là dove non splende il sole» .«Ho l'impressione che qualcuno pensi che io sia, come dire, troppo rilassato. Non è quel che penso e non è quel che sono» ha confessato all'Economist.

Distaccato e rilassato?
Da anni il neologismo più usato per descrivere il suo sconcertante distacco è «chillaxed», crasi tra «chill» e «relax», entrambi riferibili a «cool». Per la verità la domanda «a cosa crede davvero?» non è nuova. Da tempo tiene impegnato il suo entourage, che dubita del suo appetito, e della sua attitudine, al potere, come afferma il biografo Anthony Seldon. Durante la campagna tre «gaffes» sono state presentate come la prova della sua lontananza dalla pancia del Paese: Cameron che mangia un hot dog con coltello e forchetta, che sbaglia sul nome della squadra di calcio di cui sarebbe tifoso e che fa uno strano lapsus: "Questa elezione è determinante per la mia carriera... cioè, per il Paese». I suoi hanno vissuto male anche la nonchalance con la quale ha escluso di correre per un terzo mandato, pulendo carote nella sua cucina, una confidenza che rischia di aprire in anticipo la corsa alla successione.

Anche se c'è chi ci pensa da molto tempo, come l'esuberante sindaco di Londra Boris Johnson. «I deputati ribelli rappresentano un pericolo potenziale» ha detto John Curtice, della Strathclyde University. Ma quelli che lo attendevano a varco nel 2015 dopo avergli rimproverato di «non aver vinto» nel 2010, in assenza di maggioranza assoluta, dovranno tacere per il momento. L'apparente svolta di Cameron rappresenta in realtà un ritorno alle origini. Quando a 39 anni arrivò alla guida del partito il giovane dirigente ideologicamente disinibito si impegnò a «decontaminare» l'immagine dei Tories ereditata da Margaret Thatcher, rivendicando anche l'eredità di Tony Blair, rinnovatore pragmatico del Labour il cui ritornello era «l'economia non è di destra nè di sinistra». Si trattò di un discorso di rottura sulla bocca di David William Donald Cameron, padre agente di cambio, madre discendente di Guglielmo IV, sposato alla figlia di un Lord ed educato nella culla delle élite britanniche, Eton e Oxford.