22 luglio 2019
Aggiornato 01:00
Gran Bretagna

Cameron apre la campagna per un voto dall'esito imprevedibile

Ha preso il via ufficialmente oggi la campagna elettorale nel Regno Unito per le legislative del 7 maggio, uno scrutinio che si annuncia fra i più imprevedibili della storia del Paese dove, conservatori e laburisti, testa a testa nei sondaggi.

LONDRA (askanews) - Ha preso il via ufficialmente oggi la campagna elettorale nel Regno Unito per le legislative del 7 maggio, uno scrutinio che si annuncia fra i più imprevedibili della storia del Paese dove, conservatori e laburisti, testa a testa nei sondaggi, non saranno in grado di formare un governo da soli e pertanto dovranno fare i conti con gli altri partiti in un panorama politico così frammentato che vengono evocati diversi scenari fra cui un ritorno alle urne.

La corsa elettorale è cominciata con un rituale: a mezzogiorno il Primo ministro conservatore David Cameron si è brevemente recato a Buckingham Palace per ufficializzare le dimissioni del suo governo alla regina. Mezz'ora dopo, di fronte ad una folla di giornalisti davanti a Downing street, Cameron ha aperto le ostilità affermando che il 7 maggio i 48 milioni di elettori saranno chiamati a fare una «scelta fra due estremi». «Fra 38 giorni il Primo ministro che varcherà questa soglia sarò io o sarà Ed Miliband», il capo dell'opposizione laburista. «Potete scegliere una economia in crescita o il caos economico di Ed Miliband», ha detto Cameron

Che saranno Cameron o Miliband a sedere sulla poltrona di Downing Street costituisce una delle rare certezze di questo scrutinio. Ma passa per numerose incognite. I pronostici sono tanti più azzardati quanto il sistema uninominale a turno unico introduce delle distorsioni considerevoli fra i risultati espressi in voti e la loro traduzione in seggi nella Camera dei Comuni.

A 38 giorni dallo scrutinio, la media dei sondaggi, fornita dalla Bbc, mostra un panorama frammentato e quasi invariato da sei mesi. Sulla linea di partenza, conservatori e laburisti sono in perfetta uguaglianza, al 34%. L'Ukip, che l'anno scorso ha trionfato alle europee, è in terza posizione al 13%. I liberal-democratici, associati al governo, sono relegati all'8%, i Verdi ottengono il 5% e tutti gli altri partiti, compresi i nazionalisti scozzesi dell'Snp, raccolgono il 6%.

Il dispositivo istituzionale incredibilmente vago dà la priorità alla maggioranza uscente di formare un nuovo governo, ma indica che sarà privilegiata l'opzione «più suscettibile di ottenere la fiducia del Parlamento». I conservatori potrebbero riproporre la coalizione attuale a cui sono stati costretti a ricorrere nel 2010. Ma i loro alleati liberal democratici potrebbero scegliere di governare per cambiare con i laburisti. Per contro i diversi scenari di coalizione che includono l'Ukip a destra o l'Snp a sinistra, sono stati esclusi a priori dalle due formazioni. Resta l'ipotesi di un governo di «minoranza» sulla base di alleanza precarie, che dovrebbero essere rinegoziate in occasione di ciascun voto parlamentare.