12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Lo Stato islamico si avvicina pericolosamente all'Italia

Isis, dopo la Libia tocca a noi: «Pronti a combattere»

Mentre lo Stato islamico ha preso il controllo di alcune radio locali nella città di Sirte, minaccia di srotolare presto la sua bandiera sulla cupola di San Pietro. Gentiloni replica secco che l'Italia non ci sta e farà qualcosa, anche se fallirà la mediazione dell'Onu

SIRTE - L'Isis fa sempre più paura e si affaccia pericolosamente sulle sponde del Mediterraneo. Ieri lo Stato islamico ha preso il controllo di alcune radio locali in Libia, nella città di Sirte, 450 chilometri a ovest di Tripoli. Radio Sirte, radio Macmadas e Al-Turathiya hanno diffuso un discorso del suo autoproclamato emiro, Abu Bakr al-Baghdadi, in cui ordina alla popolazione di sottomettersi. L'ex premier libico Ali Zeidan, rifugiatosi in Europa dopo la sfiducia del suo governo lo scorso anno, ha detto chiaramente che la presenza dell'Isis si sta fortemente rafforzando in tutta la Libia e in particolare lungo la costa: «Entro un mese o due potrebbe essere completamente in mano ai jihadisti. Se lasciamo così la situazione non credo che potremo più controllarla. Ci sarà una grande guerra nel Paese e arriverà anche in Europa».

LA FORZA DELL'ISIS - Una preoccupazione reale, per nulla campata in aria, quella di Zeidan, condivisa dagli attivisti locali. Raccontano che i terroristi dell'Isis si insinuano dappertutto: si prendono gli uffici, le attrezzature, persino i timbri per i passaporti, usano le radio per trasmettere il Corano e i loro messaggi, si sono messi anche a reclutare giovani combattenti di gruppi islamici rivali. Il loro potere è proprio questo: una seduzione potentissima nei confronti di chi spera di realizzare il sogno di uno stato nella loro antica terra occupata, un po' com'è per gli ebrei. Sono moderni, dannatamente razionali e sanno muoversi benissimo nel mondo dei social network. Sfruttano al meglio la propaganda, video soprattutto, e catalizzano l'attenzione di moltissimi musulmani in giro per il mondo che spingono per un nuovo ordine geopolitico in Medio Oriente. Terroristi? Per noi. Ma non dimentichiamoci che sono di fatto uno Stato, con tutto ciò che ne consegue.

GENTILONI: «NON SOTTOVALUTIAMOLI» - A Tripoli intanto l'ambasciata italiana ha intimato ai nostri connazionali di lasciare «temporaneamente» il Paese. E spaventano le parole di queste ultime ore pronunciate dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: «L'Italia è pronta a combattere, nel quadro della legalità internazionale – ha detto –. Sostiene la mediazione dell'Onu, ma se non riusciamo nella mediazione credo che bisogna porsi il problema, con le Nazioni Unite, di fare qualcosa di più. Non possiamo accettare che a poche ore di navigazione dall'Italia ci sia una minaccia terroristica attiva». L'Isis si dice pronta anche a conquistare Roma. «Sono farneticazioni propagandistiche quelle che parlano della bandiera dell'Isis su San Pietro – ha rassicurato Gentiloni – ma sono farneticazioni che non possiamo sottovalutare».