23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
L'epidemia

Ebola ha mostrato i limiti dei sistemi sanitari africani

Questo il messaggio rivolto da Teguest Guerma, Direttore genelare di Amref, alla Conferenza internazionale sulla salute dell'Africa, organizzato da Amref e Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), in programma da oggi al 26 novembre a Nairobi, in Kenya.

NAIROBI - «L'epidemia di Ebola ha mostrato drammaticamente i problemi che affliggono i sistemi sanitari africani: conoscenza inadeguata delle cause e della prevenzione dalle malattie nelle comunità, e sistemi sanitari carenti»: questo il messaggio rivolto da Teguest Guerma, Direttore generale di Amref, alla Conferenza internazionale sulla salute dell'Africa, organizzato da Amref e Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), in programma da oggi al 26 novembre a Nairobi, in Kenya.
«Milioni di africani ancora soffrono di malattie relativamente semplici da prevenire o curare - ha aggiunto Guerma - che hanno avuto effetti negativi sullo sviluppo socio-economico dei Paesi dell'Africa. Per esempio le statistiche indicano che il costo della malaria è stimato in una perdita di produttività dell'Africa di 12 miliardi di dollari».
Da parte sua, il rappresentante keniano dell'OMS, Custodia Mandlhate, ha ribadito che «l'Africa sta vivendo un aumento del peso delle malattie non trasmissibili, e si prevede un aumento del 15% delle morti per malattie non trasmissibili nei prossimi due decenni».

CAMPANELLO D'ALLARME - «La Conferenza si svolge nel momento in cui una nuova epidemia di Ebola, più diffusa del solito, ha acceso i riflettori sulle condizioni sanitarie dell'Africa, come accade solo quando si teme che tali focolai possano coinvolgere anche l'occidente», ha dichiarato il Presidente di Amref Italia, Mario Raffaelli.
«In realtà - ha proseguito Raffaelli - Ebola non può rappresentare un problema per i paesi sviluppati (l'effetto delle campagne giornalistiche è stato quello di provocare un crollo delle prenotazioni turistiche in paesi lontanissimi dai focolai dell'epidemia) ed è stato contenuto in maniera abbastanza efficace nell'Africa stessa. E' suonato, però, un potente campanello d'allarme sulle drammatiche condizioni sanitarie di molti paesi africani e sulle conseguenze che ciò comporta non solo in termini di salute ma anche in termini economici. Basti pensare che il Pil dei tre paesi maggiormente colpiti subirà un calo del 2,7% in Guinea, del 8,9% in Sierra Leone, dell'11,7% in Liberia. Non a caso si tratta di paesi appena usciti da terribili vicende di guerra».