15 settembre 2019
Aggiornato 21:30
Il G20 di Brisbane

Putin al G20 «scortato» da navi da guerra

Il Presidente russo è arrivato a Brisbane per il vertice del G20, accompagnato da navi da guerra e da dichiarazioni battagliere sulle sanzioni varate da Ue, Usa e altri Paesi (compresa l'Australia). Ed è stato accolto da altrettanto battagliere dichiarazioni del premier britannico David Cameron e del padrone di casa, il capo del governo australiano Tony Abbott.

BRISBANE - Vladimir Putin è arrivato a Brisbane per il vertice del G20, accompagnato da navi da guerra e da dichiarazioni battagliere sulle sanzioni varate da Ue, Usa e altri Paesi (compresa l'Australia). Ed è stato accolto da altrettanto battagliere dichiarazioni del premier britannico David Cameron e del padrone di casa, il capo del governo australiano Tony Abbott.

Il capo del Cremlino si è fatto anticipare da un nuovo attacco agli USA, che, a suo avviso, vanificano in buona parte il senso di vertici come quello al via tra poche ore. Si discute, si prendono decisioni, ha detto, poi è l'America «a non rispettare le decisioni prese». Gli Stati Uniti sono chiaramente i primi colpevoli, secondo il capo dello Stato russo, delle sanzioni che «certamente contraddicono lo stesso principio delle attività del G20 e non solo le attività e gi stessi principi del G20, ma la legge internazionale». E che mettono a repentaglio l'economia russa, ma anche dei Paesi che adottano le misure punitive: la Germania, ha detto, se decadono i contratti e i progetti congiunti in essere, può perdere 300mila posti di lavoro.

Cameron da parte sua ha approfittato di un discorso davanti a parlamento australiano per puntare il dito contro la Russia, «un grande Stato che aggredisce Stati più piccoli in Europa» e che rischia nuove sanzioni se non cambierà rotta. Abbot ha invece denunciato l'aumento delle attività militari della Russia, citando la comparsa di varie navi da guerra della Marina Militare russa a Nord delle coste australiane.

«Che si tratti di aggredire l'Ucraina, che si tratti di moltiplicare voli di aerei militari nello spazio aereo del Giappone, dei Paesi europei, oppure che si tratti della forza navale che al momento si trova nel Pacifico del Sud, la Russia si sente oggi molto più sicura di quanto non sia stata da molto tempo a questa parte», ha sottolineato il premier australiano, che ha già fatto sapere una settimana fa di voler parlare con Putin anche del disastro aereo che ha visto precipitare a luglio un Boeing della Malaysian Airlines nell'Ucraina orientale. Delle 298 vittime, 38 erano cittadini australiane.

Pochi giorni prima dell'arrivo di Putin, al largo delle coste australiane sono sputate alcune navi da guerra, guidate dall'incrociatore Varyag. Anche un cacciatorpediniere, il Marshal Shaposhnikov, è stato tracciato in rotta verso l'Australia. L'ambasciata russa a Canberra ha declinato le richieste di chiarimenti della stampa, secondo alcune fonti i diplomatici hanno citato una missione di «studio dei cambiamenti climatici».