10 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Meglio prevenire che curare

Ebola, Camerun chiude le frontiere con la Nigeria mentre Frontex sospende il rimpatrio dei clandestini

Il provvedimento rimarrà in vigore per la durata dell'incubazione della malattia, ovvero una quarantina di giorni. Frontex sospende voli rimpatrio clandestini verso Nigeria. Intanto ancora nessuna notizia dei 17 malati fuggiti in Liberia.

YAOUNDE - Il Camerun ha chiuso tutte le frontiere con la Nigeria, per prevenire una possibile diffusione del virus dell'Ebola: lo ha reso noto il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo camerunense, Issa Bakary.
«Tutte le frontiere aeree, marittime e terrestri con la Nigeria sono state chiuse, la logica è che è meglio prevenire che curare» ha spiegato il Ministro, precisando che il provvedimento rimarrà in vigore per la durata dell'incubazione della malattia, ovvero una quarantina di giorni.
Qualora alla fine di tale periodo in Nigeria non dovesse essere registrato alcun nuovo caso di infezione, le frontiere verranno riaperte, ha concluso Bakary. Al momento l'epidemia - che ha colpito soprattutto Sierra Leone, Liberia e Guinea - ha causato quattro decessi in Nigeria, dove i presunti casi di infezione sono una decina.

Frontex sospende voli rimpatrio clandestini verso Nigeria - L'agenzia europea per la sorveglianza delle frontiere, Frontex, ha deciso di sospendere i voli di rimpatrio degli immigrati clandestini nigeriani, a causa dell'epidemia di virus Ebola nei Paesi dell'Africa Occidentale.
Frontex collabora all'organizzazione e al finanziamento di circa il 2% del voli di rimpatrio dei clandestini entrati irregolarmente in Europa.

Burkina Faso rinvia vertice Unione Africana - Il Burkina Faso, pur non avendo registrato alcun caso di infezione da virus Ebola, ha deciso di rimandare il vertice dell'Unione Africana previsto ad Ouagadougou dal 2 al 7 settembre, a causa dell'«emergenza sanitaria» rappresentata dall'epidemia.
L'epidemia scoppiata in diversi Paesi dell'Africa Occidentale rappresenta «una notevole emergenza sanitaria e rende difficile poter celebrare il vertice nelle condizioni adatte» ha spiegato il ministro degli Esteri del Burkina Faso, Djibril Bassolé, precisando che una nuova data sarà discussa con la stessa UA.
Negli ultimi cinque mesi l'epidemia ha causato almeno 1.145, secondo i dati forniti dall'Organizzaizone Mondiale per la Sanità: il Paese più colpito è la Sierra leone, con 413 decessi.

Ancora nessuna notizia dei 17 malati fuggiti in Liberia - Ancora nessuna notizia dei 17 malati di Ebola fuggiti lo scorso fine settimana da un centro di cura di Monrovia, attaccato e saccheggiato da uomini armati di bastoni e coltelli. «Anche stamattina siamo ancora impegnati nelle ricerche di questi 17 pazienti fuggiti dal campo, che non abbiamo ancora localizzato», ha detto alla France presse il ministro dell'Informazione Lewis Brown.
«La cosa peggiore è che quelli che hanno saccheggiato il centro hanno preso materassi e lenzuola impregnati dei fluidi dei corpi dei malati. Si rischia di ritrovarsi in una situazione difficile da controllare», ha sottolineato il ministro, nominato dal presidente Ellen Johnson Sirleaf portavoce ufficiale per tutte le questioni riguardanti l'Ebola. Brown ha quindi ipotizzato una possibile messa in quarantena del quartiere West Point, dove è situato il centro di cura, che conta quasi 75.000 abitanti: «Questi teppisti che hanno saccheggiato il centro sono ora tutti possibili portatori del virus Ebola. La messa in quarantena del quartiere potrebbe essere una soluzione».
Secondo testimoni, gli aggressori hanno gridato slogan contro il presidente Sirleaf, sostenendo che nel paese non c'è Ebola.
In cinque mesi, questa febbre emorragica ha ucciso 1.145 persone in quattro paesi dell'Africa occidentale: 413 in Liberia, 380 in Guinea, 348 in Sierra Leone e quattro in Nigeria.