26 ottobre 2021
Aggiornato 19:30
Regno Unito

Londra vuole limitare l'immigrazione «europea»

E' quanto sosterrà oggi il vicepremier britannico, Nick Clegg, in un discorso che ha l'obiettivo di lanciare un dibattito cruciale sul controllo dell'immigrazione nel paese a nove mesi dalle elezioni generali: «Non chiudere la porta, ma regolare flussi con prudenza».

LONDRA - L'immigrazione nel Regno Unito dai paesi membri all'Unione europea dovrebbe essere limitata: è quanto sosterrà oggi il vicepremier britannico, Nick Clegg, in un discorso che ha l'obiettivo di lanciare un dibattito cruciale sul controllo dell'immigrazione nel paese a nove mesi dalle elezioni generali.
Secondo una copia del discorso ottenuta dall'Afp, il leader dei liberal-democratici proporrà un rafforzamento dell'attuale sistema europeo di integrazione. Al momento, i nuovi membri dell'Ue devono attendere fino a sette anni prima che i loro cittadini possano acquisire il diritto di vivere e lavorare stabilmente in altri paesi dell'Unione. Clegg sosterrà l'esigenza di un prolungamento di questo periodo di attesa a causa delle differenze economiche tra i diversi Stati.

FLUSSO INSOSTENIBILE - Per il vicepremier britannico, paesi come il Regno Unito dovrebbero avere il diritto di porre un limite agli ingressi a fronte di un flusso di migranti ritenuto insostenibile. «E' normale - e lo dico come filoeuropeo - che si riformi la libertà di movimento. Non si tratta di chiudere la porta, ma di stabilire il flusso di persone che entrano nel Regno Unito in maniera prudente e onesta», è l'opinione di Clegg.
«E' interesse di tutti coloro che vivono qui - che siano nativi del Regno Unito oppure no - essere sicuri che assieme a un nuovo membro dell'Ue non ci siano sorprese o preoccupazioni», secondo il leader liberal-democratico.