3 agosto 2020
Aggiornato 11:00
La crisi in Ucraina

I militanti stranieri per i diritti umani non reagiscono al disastro umanitario in Ucraina

Il disastro umanitario che sta avvenendo nel sud-est dell’Ucraina spinge la popolazione a cercare la possibilità di lasciare il paese. Il più grande flusso di rifugiati finiscono nelle regioni confinanti della Russia.

Il disastro umanitario che sta avvenendo nel sud-est dell’Ucraina spinge la popolazione a cercare la possibilità di lasciare il paese. Il più grande flusso di rifugiati finiscono nelle regioni confinanti della Russia.

Le autorità di Kiev, invece, stanno abbandonando il loro popolo al proprio destino – le azioni militari interessano i quartieri residenziali, non ci sono corridoi umanitari per gli abitanti locali. Verificandosi tale situazione le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti dell’uomo stanno passando sotto silenzio la situazione in Ucraina.

La Russia si è fatta carico della cura dei rifugiati ucraini il cui numero è in continuo aumento. Ogni giorno nei distretti confinari della regione di Rostov arrivano circa 7-8 mila civili, per lo più famiglie con bambini che fuggono dai bombardamenti d’artiglieria, dalle incursioni aeree e dai proiettili sparati da tiratori scelti. La gente lascia la città a proprio rischio e pericolo, ma restare a casa risulta più pericoloso: la Guardia Nazionale dell’Ucraina sta bombardando i quartieri residenziali, gli ospedali, mancano le medicine per curare la gente, mancano cibo ed acqua. Chi può, si trasferisce in altre regioni del Paese. Ma la maggioranza non hanno né forze non denaro per farlo, molti hanno perso i loro beni messi da parte per molti anni. Denis Pushilin, portavoce delle autorità di Donetsk, ha richiesto i russi di prendersi cura dei rifugiati dal sud-est dell’Ucraina.

Per nostra grande fortuna un’enorme moltitudine di persone hanno raccolto la richiesta in varie regioni della Federazione Russa, tra cui la Crimea, Sebastopoli ed altre. I primi a partire, sicuramente, sono i bambini. Ma ci sono degli episodi in cui non abbiamo la possibilità di portare via nessuno. Per esempio, le truppe ucraine non lasciano uscire da Slaviansk i bambini e le donne incinte prossime al parto. Non riesco a capire che caratteristiche deve avere una persona per impartire ed eseguire simili ordini!

La Russia è pronta ad ospitare tutti. Nelle zone confinanti con l’Ucraina è stato decretato lo stato d’emergenza. Qui sono stati allestiti campi di accoglienza dei rifugiati in cui si offrono alloggio provvisorio, vitto, articoli di prima necessità. C’è il fondo di assistenza ai rifugiati. Nel lavoro con i bambini sono impegnati pedagoghi e psicologi. Sebbene il flusso di rifugiati dall’Ucraina verso la Russia sia in continuo aumento, nella zona delle ostilità ci sono ancora molte persone in pericolo,- sottolinea Pavel Astakhov, rappresentante presidenziale per i diritti d’infanzia.

I proiettili hanno già cominciato a colpire centri per l’infanzia. In tale situazione siamo particolarmente preoccupati per il destino dei bambini-orfani. Le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti dell’uomo restano indifferenti nei confronti del disastro umanitario che si sta verificando in Ucraina, non reagiscono, non creano missioni umanitarie, non chiedono al governo ucraino, sia pure provvisorio, di aprire corridoi umanitari. Ci auguriamo che le organizzazioni internazionali europee si risveglieranno finalmente e provvederanno a creare tutte le condizioni necessarie per la difesa dell’infanzia.

Ma per il momento l’Occidente promette supporto solo alle autorità di Kiev. In particolare, il Presidente degli USA Barak Obama, parlando il 25 maggio con il neoeletto Presidente ucraino Petro Poroshenko, lo ha informato sull’intenzione di concedere all’Ucraina 5 milioni di dollari sotto forma di giubbotti antiproiettili, visori notturni e mezzi di collegamento. A quanto pare, affinché i massacratori abbiano la possibilità di uccidere, non solo di giorno ma anche di notte, la gente a cui mancano il pane e medicinali.

Il 7 giugno Petro Poroshenko si insedierà ufficialmente nella carica di presidente ed avrà un’eccezionale possibilità di riportare la pace in terra ucraina. Finché le sue mani non sono bagnate di sangue, il Sig. Poroshenko è in grado di fermare l’operazione punitiva e di avviare il diretto dialogo con tutti i suoi cittadini nel Sud e nell’Est del Paese,- ha esortato ieri il Presidente russo Vladimir Putin.

Le autorità di Kiev stanno effettuando l’operazione militare nel sud-est dell’Ucraina dalla metà dell’aprile 2014. In tal modo Kiev sta tentando di reprimere e distruggere il movimento di protesta nato come reazione al cambio di potere con l’uso delle armi avvenuto in Ucraina il 22 febbraio.