28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
La crisi libica

Anarchia in Libia

Il gabinetto del Primo ministro uscente Abdallah Al-Thani ha esortato «tutti i capi delle milizie armate di Tripoli a tenersi lontano dalla scena politica per non mettere in pericolo la città e i suoi abitanti»

TRIPOLI - Il governo libico ha lanciato un appello a tutte le milizie armate a lasciare Tripoli e a tenersi fuori dalla politica. Il gabinetto del Primo ministro uscente Abdallah Al-Thani ha esortato «tutti i capi delle milizie armate di Tripoli a tenersi lontano dalla scena politica per non mettere in pericolo la città e i suoi abitanti», recita un comunicato letto dal ministro della Cultura, Habib Lamine.
«La decisione del presidente del Congresso nazionale (Cgn, parlamento) di far venire lo 'Scudo di Libia Centro' (nome della milizia, ndr) in presenza di altre forze a Tripoli minaccia la sicurezza della città e dei suoi abitanti», afferma ancora il comunicato del governo. Quest'ultimo allude all'appello del presidente del Cgn, Nuri Abu Sahmein, che domenica ha chiesto allo «Scudo di Libia Centro», una forza di ex ribelli di Misurata che hanno combattuto contro Muammar Gheddafi, di venire a «proteggere la capitale e le istituzioni dello Stato». Diverse milizie di Misurata sono entrate oggi alla periferia sud di Tripoli, secondo testimoni ed ex ribelli, facendo temere scontri con le milizie rivali della città occidentale di Zentan. Le milizie di Misurata, situata 200 chilometri ad ovest della capitale, sono note per il loro appoggio «alla legittimità del Parlamento». Al contrario, le milizie di Zentan, installate a à Tripoli dalla caduta di Gheddafi nel 2011, ne reclamano lo scioglimento.

L'APPELLO DEL MINISTRO MOGHERINI - È necessario un impegno di tutte le parti in Libia per creare insieme istituzioni democratiche e consolidare lo Stato: è l'appello lanciato oggi dal vertice euromediterraneo di Lisbona, cui ha partecipato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. L'incontro 5+5 tra i capi delle diplomazie di Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Grecia, per parte europea, e di Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania per parte africana, è stato dedicato in larga parte alla crisi libica e alle migrazioni. A quanto si apprende, nel corso dei lavori si è parlato però anche di Medio Oriente, Siria, cooperazione economica ed energetica. «Abbiamo bisogno di uno sforzo in più della comunità internazionale per aiutare i libici a portare avanti un dialogo nazionale, con un coinvolgimento anche degli attori della regione, in temine non di ingerenza ma di appoggio», ha detto Mogherini, «spetta ai libici avviare e far funzionare il dialogo e su questo c'è stata unanimità. È l'unica strada che può portare al ristabilimento della sicurezza e dell'ordine nel paese, e al controllo delle frontiere».

IL RUOLO DELL'ONU - In questo senso, a Lisbona «c'è stata una richiesta unitaria di dare alle Nazioni Unite un ruolo di coordinamento forte delle attività concrete dei singoli paesi e del messaggio politico. Abbiamo tutti sottolineato quanto sia importante che sia l'Onu ad aver questo compito, certo insieme alla Lega araba e ad altre organizzazioni regionali e internazionali coinvolte, a garanzia di una percezione di neutralità del processo». Proprio nell'ottica di un coordinamento dell'azione internazionale, » è stato espresso l'auspicio, su richiesta libica, che il 2 si tenga a Tunisi una riunione degli inviati per la Libia», ha riferito Mogherini che ha avuto un lungo incontro bilaterale, a margine dei lavori, con il suo omologo libico Mohammed Abdelaziz.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal