26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
La crisi siriana

Siria, nessun progresso a Ginevra

«Purtroppo, questi colloqui non hanno portato ad alcun progresso», ha affermato il vice ministro degli Esteri Faisal Mokdad, a proposito della riunione distinta di oggi tra la delegazione governativa e il mediatore delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi

GINEVRA - Non ci sono stati progressi nei colloqui con il mediatore delle Nazioni Unite a Ginevra. Lo ha indicato il portavoce della delegazione governativa siriana.
«Purtroppo, questi colloqui non hanno portato ad alcun progresso», ha affermato il vice ministro degli Esteri Faisal Mokdad, a proposito della riunione distinta di oggi tra la delegazione governativa e il mediatore delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi.

RIPRENDE L'EVACUAZIONE DEI CIVILI - Le operazioni per la distribuzione di aiuti umanitari e per l'evacuazione dei civili dalla città assediata di Homs riprenderà domani dopo una sospensione di un giorno. Lo ha riferito il governatore, Talal Barazi. «Le operazioni umanitarie e l'evacuazione dei civili oggi non avranno luogo. La tregua sarà prolungata e riprenderanno domani», ha indicato il governatore.
Da venerdì scorso sono in totale 1.417 le persone portate via da Homs, grazie a un accordo di tregua raggiunto tra il regime siriano e i ribelli sotto l'egida dell'Onu.
Barazi ha anche assicurato che «gli uomini tra i 16 e i 54 anni» fermati in questi ultimi giorni dalle autorità siriane all'uscita dai quartieri assediati di Homs saranno rilasciati; si tratta circa di 390 persone, di cui 11 sono state già liberate.

ESPLOSIONI AD ALEPPO - I ribelli hanno fatto esplodere delle mine sotto l'hotel Carlton nella città vecchia di Aleppo, nel nord della Siria, e hanno ucciso almeno cinque soldati. Lo ha annunciato l'Osdh, l'Osservatorio siriano dei diritti umani.
«Ribelli islamisti hanno scavato parecchi tunnel intorno e sotto l'hotel Carlton nella Città Vecchia di Aleppo, dove sono posizionate truppe lealiste e li hanno fatti esplodere questa mattina con l'ausilio delle mine», ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).
«Almeno cinque soldati sono stati uccisi e diciotto feriti nell'attacco, che ha inoltre danneggiato parti dell'albergo», ha chiarito l'ong che si appoggia a una larga rete di fonti civili, mediche e militari. L'hotel Carlton, che si trova vicino alla cittadella storica della metropoli di Aleppo, è uno degli alberghi più chic dell'ex capitale economica del Paese, dove dal 2012 infuriano i combattimenti.