20 agosto 2019
Aggiornato 07:00
La crisi siriana

Quando Kerry andava a cena con Assad...

Sono passati quattro anni, ma la foto fa scalpore: John Kerry, il segratario di Stato americano che ha paragonato il presidente siriano Bashar al Assad a Hitler per l'uso di armi chimiche sui civili, a cena proprio col rais siriano

NEW YORK - Sono passati quattro anni, ma la foto fa scalpore: John Kerry, il segretario di Stato americano che ha paragonato il presidente siriano Bashar al Assad a Hitler per l'uso di armi chimiche sui civili, a cena proprio col rais siriano. Non una cena d'affari con delegazioni di decine di persone, no: una cena a quattro, quasi a lume di candela, con le rispettive mogli. La foto è stata scattata nel 2009 in un ristorante di Damasco, quando Kerry era solo un senatore che si occupava di politica estera e Assad un 'normale' dittatore mediorientale. Dopo essere stata rilanciata dal Daily Mail, è finita su numerosi siti di informazione americani e promette di sollevare polemiche in vista del difficile dibattito sull'intervento militare Usa in Siria al Congresso di Washington.

Non è un caso che il Washington Times, giornale di qualità conservatore della capitale e rivale del Washington Post, abbia scritto un articolo per analizzare come i principali accusatori americani di Assad di oggi - oltre a Kerry ci sono il segretario alla Difesa Chuck Hagel e il vicepresidente Joe Biden - fossero in passato i suoi migliori 'alleati' Oltreoceano.

Negli anni 2000, ricorda il quotidiano di Washington, Assad faceva cose che l'amministrazione di George Bush deprecava, come rafforzare i legami con Hamas, Hezbollah e l'Iran, lasciar transitare cellule di al Qaida sul suo territorio verso l'Iraq e partecipare all'assassinio dell'ex premier libanese Rafik Hariri.

Biden, Hagel e Kerry, ricorda il W.Times, volevano coinvolgere la Siria in colloqui di pace sul Medio Oriente, cosa che l'amministrazione di Bush rifiutava di fare, e attaccarono in diverse sedute del Congresso l'allora segretario di Stato Condoleezza Rice proprio su questo punto. E quando Obama diventò presidente nel 2008, la sua prima mossa su Damasco fu di spedire Kerry a fare da 'pontiere'. Kerry andò ben due volte - una delle quali è quella della foto a cena - e così nel Carnegie Endowment for International Peace nel 2011 Kerry predisse che la Siria, dove la primavera araba stava appena cominciando a sbocciare, «si sarebbe mossa». «La Siria cambierà», disse, «mentre si apre a una legittima relazione con gli Stati Uniti e l'Occidente e le opportunità economiche che ne derivano». Hillary Clinton, allora segretario di Stato di Obama, disse alla CBS che i parlamentari che avevano incontrato Assad lo consideravano un «riformatore».

Letta: G20 occasione irripetibile - Il G20 che si aprirà tra pochi giorni a San Pietroburgo «è un'occasione irripetibile» per trovare una soluzione politica alla crisi siriana. Lo ha detto il presidente del COnsiglio Enrico Letta, nella conferenza stampa a Bled dopo il colloquio con il primo ministro sloveno Alenka Bratusek. «Spero che noi europei riusciremo a far compiere passi per una soluzione la più politica possibile - ha aggiunto Letta - per far terminare il regime, per arrivare a una nuova Conferenza a Ginevra e far uscire popolo siriano dalla terribile situazione in cui si trova».

Dunque, ha assicurato Letta, «parto per San Pietroburgo con un impegno molto forte: ci siamo lasciati al G8 con un tentativo di soluzione che passava per Ginevra 2, la fine del regime e l'applicazione della risoluzione Onu su armi chimiche. Le armi chimiche sono state usate di nuovo, e quindi abbiamo comprensione piena per la pressione di Usa e Francia perchè non si può lascaire impunito un crimine come questo». Tuttavia, ha ribadito, «il quadro giuridico italiano ci impedisce qualunque intervento senza l'Onu quindi staremo fuori». In ogni caso, ha concluso, «spero che al G20 si colga l'opportunità di posporre alla decisione del Congresso» ogni tipo di intervento.