19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
La crisi dei debiti sovrani

Paul Ryan: «Possibile compromesso con Obama sul budget»

«Ci sono cose che possiamo fare che non offendono la filosofia di nessuna delle due parti, che non richiedono la rinuncia dei rispettivi principi, che permettono di riportare deficit e debito sotto controllo»

NEW YORK - Il pranzo alla Casa Bianca di giovedì scorso potrebbe avere funzionato: Paul Ryan, il Repubblicano che presiede il comitato alla Camera relativo al Budget, ha dichiarato ieri che è possibile un compromesso con il presidente Barack Obama in tema di tasse e tagli alla spesa pubblica. «Ci sono cose che possiamo fare che non offendono la filosofia di nessuna delle due parti, che non richiedono la rinuncia dei rispettivi principi, che permettono di riportare deficit e debito sotto controllo», ha dichiarato Ryan a «Fox News Sunday».

LA BATTAGLIA FISCALE - Domani il suo piano verrà svelato, aprendo così il prossimo fronte della battaglia fiscale a Washington. La soluzione dell'uomo che sarebbe diventato il vicepresidente del Paese se alle elezioni del sei novembre scorso avesse vinto Mitt Romney, prevede tagli da 5.000 miliardi di dollari e una privatizzazione parziale di Medicare, il programma federale che garantisce una copertura medica agli americani con un'età superiore ai 65 anni e ai giovani disabili. Nella soluzione targata Ryan, il pareggio di bilancio avverrebbe in 10 anni, ben prima del 2040 individuato nel 2012 in un'altro piano. Ad anticipare i tempi è il contributo da 620 miliardi in aumento delle aliquote fiscali sui più ricchi, aumento voluto da Obama ed entrato in vigore all'inizio dell'anno come parte dell'accordo per evitare il precipizio fiscale. Per Ryan un'ulteriore imposizione fiscale non è prevista.
Il piano potrebbe facilmente ricevere il via libera dalla Camera a maggioranza repubblicana ma al Senato controllato dai Democratici la strada per l'approvazione è in salita.