26 maggio 2020
Aggiornato 04:00
Sale la pressione degli Stati Uniti

Algeria, incertezza sulla sorte di 30 ostaggi

Resta incerta la sorte di una trentina di ostaggi catturati dai terroristi islamici, membri di un gruppo legato ad Al Qaida, all'indomani dell'assalto delle forze speciali algerine al campo di gas naturale della Bp di In Amenas, a 1.300 chilometri a sud-est di Algeri

ALGERI - Resta incerta la sorte di una trentina di ostaggi catturati dai terroristi islamici, membri di un gruppo legato ad Al Qaida, all'indomani dell'assalto delle forze speciali algerine al campo di gas naturale della Bp di In Amenas, a 1.300 chilometri a sud-est di Algeri. Così come incerto è anche il bilancio delle vittime dell'assalto, mentre le capitali occidentali e asiatiche sono sempre più preoccupate per i loro cittadini sequestrati dal gruppo, che ha detto di aver agito in rappresaglia all'intervento militare francese in Mali. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno insistito oggi per bocca del segretario di Stato Hillary Clinton, che ha esortato le autorità algerine a usare «la massima cura per 'salvare vite innocenti'».

Il timore delle cancellerie internazionali, confermato da numerosi esperti, è che il governo e l'esercito di Algeri, dominato da una corrente di 'falchi' nella gestione dell'emergenza terroristica fin dagli anni '90, abbia in realtà come obiettivo principale quello di uccidere il più alto numero di terroristi possibile, mentre le vite degli ostaggi sarebbero in secondo piano.

L'agenzia ufficiale algerina Aps ha riferito che le forze speciali sono riuscite a liberare 573 algerini e un centinaio di stranieri. Una trentina risultano però ancora dispersi. I terroristi rimangono asserragliati nel campo, e secondo quanto ha riportato in serata l'agenzia mauritana Ani, citando fonti islamiste, nelle loro mani ci sarebbero ancora - almeno - sette ostaggi stranieri: tre belgi, due americani, un giapponese e un britannico.

Fonti della sicurezza algerina, citate dall'agenzia Aps, hanno invece detto che dopo il lancio dell'operazione sono stati uccisi 12 ostaggi, algerini e stranieri, ma senza fornire altri dettagli. Uccisi nell'operazione anche 18 terroristi.

In serata il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha detto di essere stato informato dalle autorità algerine che un francese è rimasto ucciso nell'operazione delle forze speciali. «Uno dei nostri connazionali, Yann Desjeux, sfortunatamente ha perso la vita. Altri tre francesi presenti sul posto durante l'attacco dei terroristi, sono salvi», ha affermato il ministro.

Gli Stati Uniti da parte loro hanno detto che la priorità è la salvaguardia degli ostaggi, sottolineando però anche si oppongono a qualsiasi ipotesi di scambio di prigionieri per liberarli. «Gli Stati Uniti non negoziano con i terroristi» ha dichiarato Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato. Anche la segretaria di Stato uscente, Hillary Clinton, ha avvertito che la situazione è «estremamente pericolosa» e che gli ostaggi sono in pericolo.

Clinton ha parlato oggi con il primo ministro algerino Abdelmalek Sellak nel tentativo di coordinare quella che è stata definita una crisi degli ostaggi «estremamente instabile». I due, come ha precisato Nuland, si sono parlati ogni giorno da quando l'altro ieri è iniziata la crisi.

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