23 agosto 2019
Aggiornato 11:00
Dossier nucleare iraniano

Khamenei: Sanzioni UE? Resisteremo

«(Gli Occidentali) dicono che la pressione riporterà l'Iran al tavolo dei negoziati, ma noi non l'abbiamo mai lasciato», ha detto l'ayatollah Ali Khamenei, citato dalla tv di Stato. Il Premier: Cameron: «Ho detto a Netanyahu che è meglio non attaccare»

TEHERAN - Il leader spirituale della Repubblica islamica iraniana, Ali Khamenei, ha detto oggi che che l'Iran non capitolerà sul suo programma sul suo programma nucleare, all'indomani di nuove sanzioni dell'Unione europea denunciate come «irrazionali» dal ministero degli Esteri iraniano.
«(Gli Occidentali) dicono che la pressione riporterà l'Iran al tavolo dei negoziati, ma noi non l'abbiamo mai lasciato», ha detto l'ayatollah Ali Khamenei, citato dalla tv di Stato. «Obiettivo reale di quelli che presentano questa formula di propaganda politica - ha aggiunto - è quello di condurre la nazione iraniana a capitolare nel corso dei negoziati. Ma noi gli diciamo: 'Voi siete troppo deboli per essere capaci di costringere il popolo iraniano a mettersi in ginocchi davanti a voi'».
«I leader europei vivono ancora nel XIX secolo e all'epoca coloniale - ha proseguito Khamenei - ma devono sapere che la resistenza del popolo iraniano creerà loro ancora dei problemi».

Cameron: Ho detto a Netanyahu che è meglio non attaccare - In un discorso ai membri della comunità ebraica di Londra, il premier britannico David Cameron ha ribadito che non all'Iran non sarà permesse di dotarsi dell'arma atomica, invitando però Israele a dare tempo alle sanzioni applicate contro Teheran di funzionare.
Come riporta il quotidiano britannico The Telegraph, all'annuale cena della United Jewisj Israel Appeal, il premier britannico ha affermato: «Ho detto al primo ministro Netanyahu che non è questo il momento per lanciare un attacco militare».
«A parte i pericoli imprevedibili inerenti causati da ogni conflitto - ha proseguito Cameron - l'altra ragione è questa: nel momento in cui il regime iraniano sta affrontando pressioni senza precedenti e la popolazione protesta in strada, e quando l'unico vero alleato dell'Iran, il regime siriano, sta perdendo il suo potere, un intervento militare rappresenterebbe una chance per gli iraniani per ricompattare la popolazione di fronte a un nemico esterno».