8 aprile 2020
Aggiornato 18:00
Elezioni | Presidenziali USA 2012

Obama, la convention democratica sosterrà i matrimoni gay

La commissione che sta mettendo a punto la piattaforma del partito ha infatti inserito per la prima volta la questione fra i punti del programma. Pechino: «pericolose» le parole di Romney su Gerusalemme capitale di Israele

NEW YORK - Il sostegno ai matrimoni omosessuali potrebbe entrare a far parte dell'agenda del partito democratico alla convention in programma dal 4 al 6 settembre a Charlotte, in North Carolina. La commissione che sta mettendo a punto la piattaforma del partito ha infatti inserito per la prima volta la questione fra i punti del programma. I quindici membri della commissione hanno votato all'unanimità, ha rivelato a Washington Blade il deputato Barney Frank, primo parlamentare dichiaratamente omosessuale e fresco di nozze con il compagno Jim Ready.
La bozza preparata dalla commissione non è ancora quella definitiva e non è dunque chiaro se la questione arriverà fino a Charlotte, dove a inizio settembre verrà formalizzata la candidatura del presidente Barack Obama, primo presidente a prendere posizione a favore dei matrimoni omosessuali, alle elezioni del prossimo 6 novembre.

Cina: «pericolose» le parole di Romney su Gerusalemme - «Le parole del candidato americano alle presidenziali Mitt Romney sul fatto che Gerusalemme è la capitale di Israele rischia di peggiorare la già tesa situazione in Medio Oriente, e persino di riaccendere una guerra tra palestinesi e israeliani». E' quanto si legge oggi in un commento pubblicato dall'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, intitolato 'La pericolosa dichiarazione di Romney dovrebbe essere monitorata'.
Xinhua ricorda che «negli ultimi tempi Romney ha espresso una serie di osservazioni da falco», che «non tengono affatto conto dei fatti storici e sono di fatto irresponsabili se il suo intento è quello di attrarre elettori in casa». L'agenzia di stampa ufficiale cinese sottolinea quindi che «lo status di Gerusalemme non sarà definito fino a quando non si arriverà a una soluzione globale del conflitto israelo-palestinese».
«Prima di allora - continua - qualsiasi parola a favore di qualsiasi delle parti coinvolte nel conflitto, che ignori storia e realtà, è irresponsabile e ingiusta verso i palestinesi che si trovano in una posizione meno forte nei colloqui di pace».
«Su queste questioni chiave - conclude Xinhua - tutti i politici seri dovrebbero stare attenti alle proprie parole, specialmente quelli americani».

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