28 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Piazza Tahrir esplode di gioia

Mohamed Morsi è il nuovo presidente d'Egitto

Il candidato dei Fratelli Musulmani ha vinto al ballottaggio con Shafiq. I risultati erano attesi inizialmente per giovedì scorso, ma la commissione ha deciso di prendersi più tempo per esaminare i ricorsi presentati dai due candidati

IL CAIRO - Mohamed Morsi è il nuovo presidente d'Egitto. Il candidato dei Fratelli Musulmani ha superato al ballottaggio l'ex primo ministro di Hosni Mubarak, Ahmed Shafiq, diventando il primo capo di Stato islamico, democraticamente eletto, della nazione più popolosa del mondo arabo. Morsi ha ottenuto oltre 13 milioni di voti, secondo quanto annunciato dalla Commissione elettorale: un milione in più del suo sfidante. L'affluenza alle urne è stata del 51%, superiore a quella del primo turno del 23 e 24 maggio, quando si fermò al 46% degli aventi diritto.

L'annuncio della vittoria di Morsi è stato salutato da un'esplosione di gioia a piazza Tahrir al Cairo, dove migliaia di seguaci del candidato dei Fratelli Musulmani erano in attesa del risultato elettorale. Il movimento islamico radicale palestinese Hamas, che ha accolto con colpi d'arma da fuoco in aria la vittoria di Morsi, ha parlato di «una nuova era per l'Egitto», di «un momento storico» per tutta la regione mediorientale.

I risultati erano attesi inizialmente per giovedì scorso, ma la commissione ha deciso di prendersi più tempo per esaminare i ricorsi presentati dai due candidati. Il capo della giunta militare al potere si è già congratulato con Morsi per la sua elezione.

Nonostante la legittimità popolare, il futuro presidente avrà tuttavia un margine di manovra molto ridotto al cospetto del Consiglio militare fino ad oggi alla guida del paese. L'esercito aveva infatti recuperato il potere legislativo a metà giugno, dopo la dissoluzione del Parlamento a seguito di una sentenza della Corte costituzionale che lo aveva dichiarato «illegittimo». La giunta militare si è impegnata comunque a rimettere il potere esecutivo nelle mani del nuovo presidente eletto entro il 30 giugno.

Gasparri: Tragica beffa se paese verso fondamentalismo - «Dopo la primavera araba l'inverno egiziano? Sarebbe una tragica beffa della storia se il prevalere dell'oscurantismo della sharia dovesse portare l'Egitto a una stagione di fondamentalismo. E' in pericolo anche la difficile pace con Israele, costruita nei decenni da Sadat, che per questo fu assassinato, e da Mubarak. Una grande incertezza si profila all'orizzonte. Il risultato annunciato ricade come una minaccia su chi in occidente anni fa lo ha favorito». Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.