4 aprile 2020
Aggiornato 17:39
Dopo il primo tentativo a vuoto

Grecia, si cerca la maggioranza per scongiurare il voto

Dopo Samaras l'incarico passa al leader di Syriza, Tsipras, che ha tre giorni di tempo per trovare una maggioranza in Parlamento

ATENE - Dopo il primo tentativo a vuoto del leader di maggioranza relativa, il conservatore Antonis Samaras, - che ha rinunciato ieri a formare un nuovo esecutivo rimettendo il mandato nelle mani del presidente Karolos Papoulias - è ora il turno del leader della sinistra radicale Syryza, Alexis Tsipras, che ha tre giorni di tempo per trovare una maggioranza in Parlamento.

Missione impossibile - Una missione che tuttavia potrebbe rivelarsi impossibile e che porterebbe quasi certamente la Grecia ad una ripetizione immediata del voto, non certo la soluzione più auspicata dai mercati che vogliono invece garanzie sull'applicazione degli accordi raggiunti dall'esecutivo uscente con l'Ue e l'Fmi; fonti governative citate dal quotidiano britannico The Financial Times indicano già il 17 giugno come data del nuovo scrutinio.

Samaras rinuncia - L'esito del voto di domenica ha infatti prodotto una grande frammentazione e gli unici due partiti favorevoli agli accordi (e parte dell'esecutivo uscente), Nea Demokratia e il Pasok, sono stati duramente puniti dall'elettorato e insieme non raggiungono per un soffio i 151 deputati necessari per la maggioranza assoluta.
Samaras non è riuscito ad arruolare una terza forza che permettesse di dar vita a una coalizione più allargata, ma il principale ostacolo è che tutte le altre formazioni presenti nell'emiciclo sono contrarie al piano di salvataggio (sebbene quasi tutte favorevoli alla permanenza nell'Eurozona), una posizione ribadita oggi dallo stesso Tsipras che ha escluso l'ipotesi di un governo che rispetti gli accordi con l'Ue.

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