27 gennaio 2022
Aggiornato 17:30
Presidenziali francesi 2012

Hollande: Adesso «comincia il difficile»

Dopo la lunga festa alla Bastiglia, Francois Hollande riapre gli occhi questa mattina consapevole che avrà ben poco tempo per una «luna di miele» con i francesi. Formazione del nuovo Governo e fitta agenda internazionale

PARIGI - Dopo la lunga festa alla Bastiglia, Francois Hollande riapre gli occhi questa mattina consapevole che avrà ben poco tempo per una «luna di miele» con i francesi. Il viso «radioso» del neopresidente che stamane campeggia su tutti i quotidiani, accolto come un segnale di speranza contro una rigida politica di austerity, potrebbe presto trasformarsi in una maschera di fatica, poiché adesso «comincia il lavoro più duro».
La realtà della situazione francese «è molto più difficile da un punto di vista economico» di quanto si creda, ha tenuto a sottolineare questa mattina Michel Sapin, deputato socialista molto vicino al neoeletto presidente della Repubblica in un'intervista alla tv Canal Plus.

Formazione del nuovo Governo - La prima tappa del quinquennio presidenziale di Hollande sarà il 14 maggio la cerimonia del passaggio dei poteri all'Eliseo con il suo predecessore Nicolas Sarkozy. Nei prossimi giorni il capo di stato dovrà anche indicare il suo primo ministro, che guiderà la battaglia per le legislative.
In pole position vi è il nome del vice sindaco di Nantes, Jean-Marc Ayrault, 62 anni, un fedelissimo di Hollande, presidente del gruppo parlamentare socialista, con un importante atout: parla perfettamente il tedesco.
Per gli altri membri del futuro gabinetto circolano con insistenza i nomi di Manuel Valls, François Rebsamen, Marisol Touraine, Jean-Yves Le Drian, Laurent Fabius, Najat Vallaud-Belkacem, Aurélie Filippetti.

Fitta l'agenda internazionale - Sul fronte internazionale il calendario del neo presidente è particolarmente fitto e impegnativo con, a breve, una serie di appuntamenti cruciali, in particolare il vertice G8 del 18 e 19 maggio a Camp David e il vertice Nato del 20-21 maggio a Chicago. Il presidente Usa Barack Obama, nel congratularsi per l'elezione di Hollande, ha evocato una serie di «dossier difficili», in primis la crisi del debito e il ritiro militare dall'Afghanistan, invitando il neoeletto presidente ad affrontarli insieme subito prima degli appuntamenti in calendario.

Terzi: Elezione Hollande dà impulso alla crescita - «Forse mai come prima il tema europeo è entrato nella campagna elettorale» in Francia e in Grecia, «con grandissima visibilità e con drammatizzazioni certamente non eccessive». Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi a Uno Mattina, su Rai Uno, sottolineando che l'elezione del presidente Hollande «dà un impulso a quel processo di più efficienza e più crescita in Europa».
«Sono convinto che il presidente Hollande», ha proseguito Terzi, «intenda muoversi rapidamente verso una soluzione di consenso soprattutto con i due principali partner europei e l'Italia, in questo nuovo scenario, ha un ruolo accresciuto da giocare, un'azione molto rilevante perché si muove esattamente su quello che il governo italiano aveva detto il giorno dopo l'approvazione del Fiscal compact: 'adesso parliamo di crescita'».