26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Favoriti i conservatori di Nea Demokratia

Grecia, leader socialista fischiato al seggio

Il leader dei socialisti greci del Pasok, l'ex ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, è stato fischiato al seggio di Salonicco, seconda città greca, dove si è recato a votare

SALONICCO - Il leader dei socialisti greci del Pasok, l'ex ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, è stato fischiato al seggio di Salonicco, seconda città greca, dove si è recato a votare. Sono quasi 10 milioni i greci chiamati oggi alle urne per rinnovare il Parlamento; un voto che preoccupa l'Europa perché il principale punto interrogativo riguarda l'effettiva volontà dei partiti di portare avanti le riforme votate dall'esecutivo di unità nazionale una volta ottenuto l'aiuto dell'Ue e dell'Fmi e venuta meno l'emergenza più immediata.

Quando Venizelos si è presentato alla scuola della sua circoscrizione di Salonicco, cinque o sei persone affacciate ad alcuni balconi hanno fischiato, mentre una persona ha urlato «ladro» e un altro ha detto di essere stato «costretto ad andare in Germania per trovare lavoro».

Proprio il leader del Pasok ha ricordato durante la campagna elettorale che se Atene non rispetterà gli impegni presi, il rischio è quello dell'uscita dalla moneta unica e il ritorno «alla dracma e all'isolamento»; meno convinti i conservatori di Nea Demokratia, il cui leader Antonis Samaras ha promesso invece di tagliare le tasse per favorire la crescita, combattendo piuttosto lo spreco di pubbliche risorse.

Sono 32 i partiti in lizza; gli ultimi sondaggi vedono favorito Nea Demokratia, con il 19% delle preferenze, seguito dal Pasok col 14%; a sinistra il Syriza otterrebbe il 13% dei voti, mentre comunisti e Sinistra Democratica seguono al 12%; a destra il nuovo partito dei «Greci Indipendenti» raccoglie l'11% dei consensi mentre i neonazisti dell'Alba Dorata avrebbero il 5% necessario per entrare in Parlamento.