16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
L'ONU auspica più trasparenza e inizio missione umanitaria

Siria, Damasco: I massacri a Homs sono opera di «terroristi»

Per suscitare la condanna internazionale. Migliaia di curdi manifestano contro il regime di Assad. Il Segretario di Stato Clinton: E' ora di creare un fronte unito per risolvere la crisi. Save the Children: Fermare il massacro di bambini

DAMASCO - Il massacro di donne e bambini a Homs sarebbe opera di «bande di terroristi» lo ha affermato il ministro dell'Informazione siriana, Adnan Mahmoud, secondo il quale, l'obbiettivo era quello di suscitare la condanna internazionale del regime di Damasco.
Almeno 47 corpi di donne e bambini sono stati ritrovati nella città nel centro della Siria, un «massacro» attribuito dagli attivisti alle forze del regime di Bashar al-Assad, e dalla tv ufficiale siriana a «gruppi terroristici».
«I corpi di almeno 26 bambini e 21 donne sono stati ritrovati nei quartieri di Karm al-Zeituoun e al-Adawiyé. Alcuni erano sgozzati, altri pugnalati dagli shabbiha (milizie pro-regime)», ha detto all'Afp Hadi Abdallah, attivista locale per la Commissione generale della rivoluzione siriana. La tv di Stato ha invece accusato «dei gruppi terroristici» di aver «rapito dei cittadini nei quartieri di Homs e di averli uccisi e filmati per suscitare reazioni internazionali contro la Siria».

L'ONU auspica più trasparenza e inizio missione umanitaria - Il responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Valerie Amos, ha invitato il governo siriano a una maggior «trasparenza», auspicando che una missione umanitaria congiunta inizi questa settimana.
La scorsa settimana, Valerie Amos, in missione in Siria, ha deciso con il governo del presidente Bashar al Assad l'invio di una missione umanitaria di valutazione nelle zone di conflitto. Questa deve coinvolgere le agenzie dell'Onu e le autorità siriane. «Abbiamo chiesto accesso a varie città e villaggi», ha dichiarato di fronte ai giornalisti nella sede delle Nazioni Unite a New York, precisando che le agenzie dell'Onu stavano fissando i dettagli di questa missione.
«Le autorità (siriane) mi hanno detto in una lettera che potremmo cominciare tra una settimana, vale a dire giovedì, ed è quello per cui lavoriamo», ha aggiunto. «E' una cosa minima, abbiamo necessità di molto, molto di più», ha dichiarato, «Abbiamo bisogno di maggior trasparenza, di aperture. Dobbiamo sapere ciò che succede alla gente. Sono in particolare estremamente preoccupata per quanti vivevano a Homs».

Migliaia di curdi manifestano contro il regime di Assad - Decine di migliaia di curdi hanno manifestato nel nord della Siria contro il regime del presidente Bashar al Assad, in occasione dell'ottavo anniversario degli scontri mortali con le forze di sicurezza. Lo ha indicato un'organizzazione non governativa.
«Decine di migliaia di persone hanno manifestato in città per l'ottavo anniversario della rivolta di Qamichli», ha affermato l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh), aggiungendo che «bandiere curde venivano sventolate dai manifestanti».
Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco per disperdere i dimostranti, ferendo tre persone, ha indicato l'Osdh. In un video messa online dai militanti, immagini mostrano persone sul tetto di un edificio appartenente, secondo loro, alla sicurezza militare nella vicina città di Amuda, sventolando la bandiera curda e quella della Siria prima del partito Baath. Una statua di Hafez al Assad, ex presidente e padre di Bashar, è stata gettata dal tetto dell'edificio. Secondo il presidente dell'Osdh, Rami Abdel Rahmane, «il regime siriano è prudente riguardo ai curdi e tenta di evitare per quanto possibile scontri con loro».

Strage di civili, il mondo protesta e Cns chiede armi - Il massacro di civili venuto alla luce oggi a Homs - dove sono stati ritrovati i cadaveri, ustionati, pugnalati o violentati di una cinquantina di civili, in prevalenza donne e bambini - potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso della rivolta siriana e della reazione internazionale. La strage, attribuita dagli oppositori alle forze del regime di Bashar al-Assad, è stata definita dalla tv di stato siriana come opera di «gruppi terroristici» che «hanno rapito dei cittadini nei quartieri di Homs e li hanno uccisi e filmati per suscitare reazioni internazionali contro la Siria». Nel frattempo, centinaia di famiglie hanno abbandonato Homs per timore di nuove violenze, secondo fonti delle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani.

Clinton: E' ora di creare un fronte unito per risolvere la crisi - E' ora che tutti gli Stati si uniscano per una soluzione della crisi siriana. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha parlato di fronte al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, a New York, chiamando in causa indirettamente anche Russia e Cina, finora contrarie a qualsiasi intervento contro il presidente siriano, Bashar al-Assad.
«Crediamo che sia il momento per tutte le nazioni, anche per quelle che finora hanno bloccato i nostri tentativi, di supportare l'approccio politico e umanitario della Lega Araba» ha dichiarato Clinton.

Save the Children: Fermare il massacro di bambini - Save the Children vuole fermare il massacro dei bambini siriani: «La notizia relativa alle morti senza senso dei 26 bambini siriani ci lascia sgomenti e indignati. È arrivato il momento di fermare questo eccidio: molti bambini hanno perso la vita e tanti altri vivono quotidianamente sotto la minaccia della violenza, chiusi in casa, tremendamente impauriti da quello che stanno vivendo, e bisognosi di aiuti immediati, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.